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Natale e il mantello di san Gerardo

Alla morte del nostro patrono, bisognava aspettare ancora 25 anni prima che Francesco a Greccio ottenesse dal papa il permesso di rappresentare la nascita di Gesù. A volte mi fermo nella notte, solo e al buio, davanti a San Gerardo. E gli faccio domande strane: “Come vivevi tu il santo Natale?”
E subito mi fermo ad immaginare il bagliore degli occhi dei profeti. Gerardo è stato profeta e sentinella. E persone come queste, hanno occhi da profeti che vedono lontano e bucano la notte. Ebbene - mi sono risposto - quando sei nato tu, non c’era tutta la nostra enfasi sul Natale. Fin dai tempi delle catacombe e giusto fino al XII secolo, la centralità era tutta per la Pasqua. Natale serviva per combattere le eresie. Parlava dell’umanità di Gesù, della sua povertà.
In internet ho trovato che nel 1213 il re d’Inghilterra Giovanni offrì un banchetto natalizio e i registri reali mostrano che ordinò grandi quantità di cibarie. Uno degli ordini prevedeva 24 barilotti di vino, 200 teste di maiale, 1.000 galline, 500 libbre di cera, 50 libbre di pepe, 2 libbre di zafferano, 100 libbre di mandorle, insieme ad altre spezie, tovaglioli e tovaglie. Se non bastasse, il re ordinò allo sceriffo di Canterbury di fornirgli 10.000 anguille salate. Chissà se i signori di Lombardia facevano lo stesso? Chissà l’Arciprete del Duomo di Monza con i suoi nobili canonici…! Come viveva il Natale?

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