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Omelia per la S. Messa di inizio ministero a San Gerardo al Corpo in Monza di don Massimo Gaio

Sento ancora premere sul mio capo le mani grandi del card. Martini il giorno della mia ordinazione sacerdotale, lo sento pronunciare con voce solenne: “Prometti a me e ai miei successori filiale rispetto e obbedienza?, mi sembra di avvertire il calore delle sue palme che stringevano le mie congiunte e non posso dimenticare che con altrettanta solennità del cuore risposi: “Si, lo prometto”. Ero sincero.
Ve lo confesso. Ogni mattina quando poso i piedi giù dal letto, ripeto la finale di quel dialogo: “Dio porti a compimento l’opera che ha iniziato in te!” Quotidianamente mi dico che non son prete per meriti miei, ma per una vocazione che non è mia, ma al servizio del popolo di Dio, che è affidata a me e non mi appartiene. Ne devo render conto, al termine della mia esistenza. Ecco perché il giorno del mio 25° anniversario, scelsi l’immagine evangelica dell’aratro: “Nessuno che vi ha messo mano e poi si volge indietro, è adatto”.
Io non so se sono adatto per San Gerardo. Però sono già stato parroco a Villa San Carlo, a Lasnigo e ad Asso. Potreste informarvi. Io so soltanto che sono contento di essere prete. E voglio esserlo anche qui a Monza: “Prete per voi, prete con voi”.

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