blog di don.massimo

Il Primo Amore

Al termine del mio primo anno a San Gerardo, mi capita di vivere un evento ecclesiale mai occorsomi. Ed è occasione per me spirituale, stimolante, capace di suscitare un esame di coscienza su come svolgo il mio ministero di parroco. Sto chiaramente alludendo alla notizia, per la verità trapelata in mille modi alla fine di luglio, dell'ufficiale nomina di don Francesco a parroco.
Io sono molto contento per lui, un po' meno per me. Ma non voglio essere egoista. A me il lavoro si triplicherà. Ma gioisco per lui, perché - in un certo senso - mi sembra di rivivere quello che lui proverà. Ricordo l'entusiasmo, la fierezza, l'orgoglio con cui ho accolto la mia prima nomina per decreto  arcivescovile  del card. Martini, a 37 anni.. .già parroco! Era il giorno del Sacro Cuore di Gesù, giugno 2001. Tornavo da una gita organizzata per un campo scuola a Vetan di Saint- Nicolas in Va1 d’Aosta. I1 cardinale mi fece chiamare da mons. De Scalzi. Lo dico perché sono emozioni forti e momenti indimenticabili. Io, al telefono, accettai con onore la nomina. Ecco è bello quello che mi capita. Per la prima volta accompagno un confratello nel sacerdozio a questa meta. È una sensazione bella. Ti senti un po' padre.  Ma, vista la mia giovanissima (!) età, ti senti fratello maggiore. Ritengo che nella vita di un prete, che si realizza pienamente nell'essere padre, padre di una comunità che ti viene affidata, diventare parroco è un dono e una responsabilità. Molto grandi. Essere scelti. Non capita a tutti.

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