Dio visita il suo popolo

L'anno 20 16 sta volgendo al termine. È stato un anno bello e intenso per la vita della Chiesa. Ci ha educato al volto misericordioso del Padre. È una priorità su cui papa Francesco ritorna spessissimo. Caparbiamente. Speriamo che costituisca un nuovo inizio per tutto il mondo. Questa certezza che Dio e all’opera fra noi anche oggi, ci rianima.
Abbiamo accolto l'invito del nostro Arcivescovo a non temere, a guardare in avanti, a non smettere mai di educarci al pensiero di Cristo. È lo stesso Cardinale a tranquillizzarci per il cammino attuale. Non mettiamo altra carne al fuoco - sostiene nelle sue indicazioni - ma approfondiamo quanto è già stato annunciato. Ci esorta ad essere presenti a 360° nella società contemporanea, sempre più caratterizzata dal pluralismo e meticciato. Ora questa presenza ci è testimoniata e garantita a più livelli. Alludo chiaramente al tema della visita pastorale. L'anno in corso infatti resterà nella nostra memoria e negli archivi parrocchiali come il tempo della visita.

Da poco abbiamo accolto l'Arcivescovo ai Teatro Manzoni. Ha proposto uno stile feriale di incontro, non caratterizzato da solenni celebrazioni liturgiche né da stucchevoli conferenze con decine e decine di Consigli e Commissioni. Ha convocato in buona sostanza, un'assemblea ecclesiale dove ci ha responsabilizzato affidandoci le consegne per il futuro. E poi proprio nella novena di Natale avremo fra noi, quotidianamente, per quattro giorni, il suo rappresentante e nostro Vicario mons. Patrizio Garascia che ha il compito di aggiornare la conoscenza che si ha della nostra comunità. È li che mi aspetto emergano le direttive più precise per il futuro. E, terza visita assai gradita, quella resa nota nello scorso mese di novembre dalla Santa Sede.
I1 prossimo 25 marzo papa Francesco sarà in visita apostolica a Milano e ha scelto di celebrare la S. Messa presso il Parco.. . sulle orme del suo amatissimo predecessore san Giovanni Paolo II che venne a Monza nel 1983 in occasione del Congresso Eucaristico. È il giorno della Annunciazione! Chissà se il Santo Padre ha in riserbo qualcosa di nuovo e di grande per la nostra bella e amata diocesi ambrosiana.. .
Pertanto il nostro cammino comunitario procede nell'accoglienza di questi tre eventi. L'incontro con il card. Arcivescovo è stato preparato in maniera  capillare in ottobre con la nascita delle Commissioni ed il lavoro dei Consiglieri. I1 frutto è stata una bella relazione dettagliata e qualificata, che ho fatto pervenire direttamente in Segreteria dell'Arcivescovo dopo averla consegnata, all'Arciprete. Qualcuno mi suggerisce di  dedicare spazio di questo bollettino per la presentazione delle Commissioni e rendere pubbliche le schede elaborate.
Ci penseremo.
L'incontro con il Vicario avrà proprio il  sapore della ferialità. Di solito quando arriva il generale tutti i soldati sono coinvolti per lucidare la caserma. A  noi questo non deve interessare.. .cioè:  vedere quello che poi di fatto non c'è, che senso ha? È più umile ed utile raccontare quello che si vive nello  sforzo di essere cristiani, annunciare  il Vangelo, spezzare il Pane, vivere la Carità, educare alla missione. Solo in questo dobbiamo impegnarci. I1 resto  viene da sé.
E infine il Papa. Non viene a caso. Per alcune volte ha rifiutato incontri che  sarebbero - secondo me - risultati enfatici e autoincensatori. Ora viene perché lo desidera lui e - tutti l'hanno capito - per visitare le periferie, stare accanto ai poveri, incoraggiare i carcerati, in contrare i più piccoli, rimotivare i preti.
A settembre per il concerto di Ligabue sono arrivati a Monza ottantamila fans, per ascoltare il Magistero della Chiesa e per "videre Petrum" si parla di cinquecentomila fedeli. Chissà i disagi di tutti,  già vedo il nervosismo di tanti! Almeno noi, canteremo il ritornello delle Palme: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore!" e non smetteremo di pregare la preghiera di Papa Paolo VI - che da  alcune settimane stiamo recitando al termine di ogni S. Messa - perché queste tre opportunità non siano sciupate. In esse si rende concreto il mistero di un Dio che non si stanca di visitare il suo popolo.

Il vostro parroco
don Massimo