Quaresima 2018

Si avvicina la Pasqua, il cuore dell’anno. Se la vuoi vivere bene, devi prepararla al meglio. Mi piacerebbe che la Quaresima fosse vissuta senza musi senza falsi moralismi. Non ha senso infliggersi sacrifici inutili, se poi semplicemente il nostro stile di vita non è cristiano. Riprendendo le tematiche proposte per gli Oratori milanesi, lancio un titolo che vale per tutta la comunità. Viviamo le settimane che con un obiettivo: credere alla logica di Cristo Risorto.
Se farai il cammino…«VEDRAI CHE BELLO…SE DONI TE STESSO!» Il percorso ha il suo centro nella domenica, ma trova il suo culmine nel Triduo pasquale e il suo svolgimento in alcune occasioni durante la settimana, nei quaranta giorni verso la Pasqua. È infatti attorno alla mensa del Signore che noi possiamo sperimentare al massimo la logica del dono. E partendo da lì, sappiamo ancora donarci agli altri? Mi sa che questo linguaggio, è ormai anacronistico. Sentiamo parlare dei doni natalizi, che a volte non si scartano nemmeno, che si riciclano. E a volte sono così poco gratuiti!
Ritengo in effetti la categoria - DONO - ormai poco vissuta, poco conosciuta, poco condivisa. Si pensa di fare dono agli altri di ciò che a me non serve più. Basta chiedere alle volontarie della S. Vincenzo che a volte inorridiscono di quanto ricevono in termini di oggetti e di vestiari. Mi dicono: “Ma don Massimo, chi metterebbe un capo di quel tipo? Strausato, unto e bisunto!” Pensiamo che davvero nei confronti dei poveri si possa agire così?

Occorre fermarsi un poco. Fare deserto. Chiedersi chi siamo diventati. Perché non siamo più capaci di gratuità? Non saprai mai donare te stesso agli altri, per esempio, se prima non riscopri il valore della preghiera. La quaresima è tempo per pregare un po’ di più. Lì ti scopri bisognoso, anche tu – come tutti. Mendicante di grazia e di perdono. E poi, se donare non ti costa proprio nulla, significa che non ami. Noi cristiani impariamo dalla Croce la logica dell’amore. Fino a lì si è spinto il nostro maestro. Solo se il chicco muore, porterà frutto. Saprai trovare il tempo per fissare lo sguardo negli occhi del Crocefisso? Ogni venerdì ci sarà una proposta penitenziale, la Via Crucis, impegno quaresimale per eccellenza. Non aver timore di portare il tuo bimbo. Non si spaventerà, imparerà al contrario quanto Dio lo ama!
Ancora. Quaresima, tempo per valorizzare il giorno del Signore. La parrocchia proporrà le cosiddette “Domeniche insieme…”, giornate comunitarie che hanno senso se vissute nella logica della gratuità. Con intento formativo, di condivisione, di preparazione ai Sacramenti.
Di nuovo. Perché non prendere sul serio l’invito del Papa Francesco per una maratona dello Spirito, di pace e di riconciliazione. Da anni infatti lui ha chiesto alle comunità di vivere in Quaresima una 24 ore per il Signore, in comunione con quanto lui stesso vivrà in San Pietro in Vaticano. Quando? Fra il venerdì e il sabato prima della IV domenica di Quaresima, cioè quest’anno il 9 e 10 marzo, nel bel mezzo del tempo quaresimale. Due sono gli elementi chiave: la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione e l’Adorazione eucaristica (che nella giornata di venerdì si può esprimere più opportunamente con l’Adorazione della croce). E infine, la logica del dono per eccellenza la si vive durante la SETTIMANA SANTA, specialmente nel TRIDUO PASQUALE. Ci sono poi dei momenti particolari cui lasciarsi coinvolgere: la lavanda dei piedi del giovedì santo; la Via Crucis cittadina nel venerdì santo; il tradizionale «giro dei sepolcri» il sabato santo che andrebbe riscoperto. Troviamo poi un modo originale e personale perché ciascuno di noi con la sua famiglia si senta invitato a partecipare all’eucaristia nella Domenica di Pasqua. Non diamola per scontata perché è la partecipazione al momento più festoso dell’anno.
Vedete, cari fedeli, affinché queste parole non rimangano solo belle parole, occorre anche essere concreti. A questo proposito non si può dimenticare l’appello del nuovo Arcivescovo lanciato lo scorso dicembre. È il famoso discorso in cui ha insegnato le regole del buon vicinato, anzi ha usato il termine “arte”. E artisti si deve nascere, non si diventa. Col battesimo, noi siamo gli “artisti del vivere insieme” come quando ad Antiochia i discepoli di Gesù che godevano di buona simpatia, dopo essere stati visti vivere, vennero chiamati per la prima volta: “CRISTIANI”. La dice lunga. Dal nostro modo di vivere, si vede se lo siamo.
Ebbene mons. Mario Delpini ha ricordato che per un cristiano non è facoltativo essere attento alla DECIMA. Sostiene il vescovo Mario che questa pratica era già attestata nell’Antico Testamento. Io mi sono ricordato di un brano famoso. Quando Giacobbe sta scappando da Esaù a cui aveva carpito la primogenitura con la benedizione annessa. Temeva il fratello. Anzi ne aveva proprio paura. E fugge. Durante il viaggio gli angeli gli sono apparsi in sogno a Betel. Lui lo prende come un incoraggiamento. Allora riprende il cammino e sta scritto: “…Poi Giacobbe fece un voto dicendo: «Se Dio sarà con me e mi proteggerà durante questo viaggio che faccio, se mi darà pane da mangiare e vesti da coprirmi, e ritornerò alla casa di mio padre in pace, allora l'Eterno sarà il mio Dio; e questa pietra che ho eretta come stele, sarà la casa di Dio; e di tutto quello che tu mi darai io ti darò la decima»." (Gen 28, 20 – 22).
Mi piace l’esortazione di Mons. Delpini. Non la mette solo sul piano del soldo. Invoca un cambio di mentalità, una conversione. Riprendiamo le sue parole precise: “… Vorrei proporre a tutti la regola delle decime. È una pratica buona molto antica, attestata anche nella Bibbia, un modo per ringraziare del bene ricevuto, un modo per dire il senso di appartenenza e di condivisione della vita della comunità. La regola delle decime invita a mettere a disposizione della comunità in cui si vive la decima parte di quanto ciascuno dispone. Ogni dieci parole che dici, ogni dieci discorsi che fai, dedica al vicino di casa una parola amica, una parola di speranza e di incoraggiamento. Se sei uno studente o un insegnante, ogni dieci ore dedicate allo studio, dedica un’ora a chi fa fatica a studiare. Se sei un ragazzo che ha tempo per praticare sport e divertirsi, ogni dieci ore di gioco, dedica un’ora a chi non può giocare, perché è un ragazzo come te, ma troppo solo, troppo malato. Se sei un cuoco affermato o una casalinga apprezzata per le tue ricette e per i tuoi dolci, ogni dieci torte preparate per casa tua, dedica una torta a chi non ha nessuno che si ricordi del suo compleanno. Se tra gli impegni di lavoro e il tempo degli impegni irrinunciabili, disponi di tempo, ogni dieci ore di tempo libero, metti un’ora a disposizione della comunità, per un’opera comune, per un’iniziativa di bene: da’ tempo al bene del vivere insieme, nelle emergenze e nelle feste, nel servizio alle persone e nella cura dell’ambiente. Se disponi di una casa per te e per la tua famiglia, ogni dieci accorgimenti per abbellire casa tua, dedica un gesto per abbellire l’ambiente intorno. Naturalmente la regola delle decime potrebbe essere anche molto più impegnativa se si passa ad esempi più consistenti: ogni dieci case che affitti...ogni dieci euro che spendi... ogni dieci libri che compri... ogni dieci viaggi che fai... Ma non trascuriamo le cose minime e quotidiane che possiamo fare subito, mentre ci organizziamo e programmiamo per le decisioni più impegnative…”.
Vediamo dunque di impegnarci. Dimostriamoci disponibili, generosi e di buona volontà. Di domenica in domenica potremmo riscoprire tutte le dimensioni del DONO se volgeremo lo sguardo a Colui che è stato trafitto: Gesù è dono che si offre al Padre, è dono da conoscere, da accogliere liberamente, da riconoscere, è dono che chiede la nostra professione di fede e la nostra piena fiducia, è dono che va compreso nella sua autentica vocazione.
Concludo infatti riferendomi, ancora una volta, al fatto che non capita tutti gli anni di poter VIVERE LA PASQUA camminando verso una prima S. Messa, quella di don Stefano. Auguriamo a lui un cammino fecondo, proprio di chi sta donando tutta la sua vita alla vita della Chiesa. Anche don Stefano impari da Gesù la logica del dono. Il dono di sé culmina per Gesù nel sacrificio della Croce che apre a noi la possibilità di una vita nuova che dura per sempre. La logica del dono diventa anche la nostra e noi impariamo a donare noi stessi così come Lui ha fatto. Buona Quaresima 2018!
                                                                                                                                   don Massimo