Rubare un corpo

Resurrezione_Piero_della_Francesca_post_restauro

Non è mica tanto facile far sparire un corpo. Lo sanno i giallisti. Il delitto perfetto non esiste. Si lascia sempre qualche traccia. È matematico e inesorabile. Lo sanno anche gli sceneggiatori di film. Quelle trame così grottesche suscitano ilarità – se non fosse tragicomico – quando appunto c’è un cadavere di mezzo. Ma l’esperienza ci dice che la finzione non supera la realtà. I giornali sono pieni di molto peggio. Le cronache nere dei quotidiani ci sbattono sotto gli occhi le barbarie più atroci nei miserandi tentativi così disumani e macabri, che poi immancabilmente smascherati. Si lascia sempre una traccia. Matteo evangelista nella sua raccolta dati non si scorda di questo particolare. La fake new durata per decenni (e secoli) lui la registra, non ne ha paura: “Dite che il corpo di Gesù è stato rubato dai suoi discepoli”. Trafugare Gesù! Che bella idea… chissà quante reliquie?!? Purtroppo ingenua.

Abbiamo tempo otto giorni per soffermarci sul mistero della Risurrezione. E lasciarci interpellare dall’ottava di Pasqua. Perché – lasciatemelo dire – sono troppi ancora quelli che perdono tempo sull’aspetto fisicistico, per così dire, di questo mistero. Il Gesù pasquale è lo stesso Gesù storico, quello di Nazaret. Punto. Ci deve bastare questo. Addentrarsi nella morbosa ricerca di dati a conferma è rischioso e fuorviante. Qualcuno potrebbe stroncare il discorso e concludere: “O ci ridate il Corpo di Gesù o continueremo a credere ai veri testimoni”. E io ci credo. Anzi aggiungo: se fosse andata così… cioè rubare il corpo… bella figura per la severa e rigida guardia romana messa apposta a custodia del sepolcro!

Immagine: La Resurrezione di Piero della Francesca conservato nel Museo Civico di Sansepolcro. 

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo