Pietro da Cortona, Anania restituisce la vista a Saulo, olio su tela. Chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini – Roma. 1631

Lo Spirito è più forte della rabbia che aveva in corpo Saulo. Io non credo che si sia mai lordato di sangue le mani. Però ne uccide di più la lingua che non la spada! E lui da raffinato rabbi, la parola la sapeva usare bene. L’esagerazione del suo accanimento esalta ancora di più la straordinarietà della conversione. Ne parleremo. Oggi mi voglio concentrare su un’altra figura di cui si sa poco, ma che in realtà determinante fu per la vicenda che ha fatto di Saulo di Tarso il più grande strumento eletto per la evangelizzazione del mondo intero: Anania di Damasco. Chi era questo siriano? Viene definito solamente con un termine: discepolo. Non sacerdote, né fariseo, nemmeno capo di sinagoga o di sinedri. Non è un rabbi…è semplicemente un discepolo, un battezzato, un illuminato. Questo mi fa riflettere. La tradizione popolare ne farà il primo vescovo di Damasco che conclude il suo percorso ministeriale con il martirio. Ma qui – insisto – viene chiamato sobriamente “discepolo”.

Guardo alla mia vita, anche spirituale e noto che ci sono volti di papi, vescovi, sacerdoti che l’hanno caratterizzata e hanno testimoniato in cosa consiste essere cristiano. Ma poi chiudo gli occhi e cerco di passare in rassegna i ricordi. E appaiono mille altre volti, decine e decine di figure significative, di uomini e di donne, persone semplici o colte, giovani e meno…che mi hanno accompagnato in molti passi durante il ministero. Laici. Laici illuminati. Ne ho in mente alcuni dai connotati più precisi, intimi e fraterni, che sono stati dei veri fari per la mia giovinezza, per il periodo del seminario e nei primi anni di sacerdozio. Ricorrevo a loro per un consiglio, per un discernimento. Ed erano veramente illuminanti, come Anania che “restituisce la vista a Saulo”.

Al di là del miracolo, a me piace pensare che forte della propria esperienza di credente della primissima ora (forse era fra il numero dei 70 che Cristo inviò a due a due) e della sua autorità, questo discepolo abbia fornito a Saulo i primi criteri per cercare – nella pace e nella gioia – di capire cosa in lui Gesù Risorto avesse provocato. Non a caso per la via detta “Diritta” arriva speditamente alla casa di un certo Giuda senza sapere nulla di Saulo, che giace sofferente, “cieco”, sprovveduto. Alloggiava lì in attesa della “imposizione delle mani”. Guarda caso, un gesto abituale del Maestro. Gesto che diverrà tipico nella liturgia per trasmettere lo Spirito del Risorto.

Immagine: Pietro da Cortona, Anania restituisce la vista a Saulo, olio su tela. Chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini – Roma. 1631

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo