Apollo, al centro in una icona del XV secolo

Apollo predicò a Corinto dopo Paolo. A volte bisogna accettare anche che ci sia qualcuno più bravo di te. Intuisco questo incontrando questo apostolo nella prima lettura della messa di oggi. Di lui ci sono arrivate poche notizie, ma precise. Era di origine giudea, nativo di Alessandria d’Egitto, dove deve aver avuto un’istruzione importante perché è persona colta, un buon conoscitore delle scritture. Ci viene raccontato che prima del suo arrivo a Efeso già aveva ricevuto l’annuncio di Cristo risorto. Tuttavia, non conosceva il battesimo di Cristo, ma solo quello di Giovanni.

Ascoltandolo parlare nella sinagoga, Aquila e Priscilla – i tessitori amici e datori di lavoro di Paolo – lo presero con sé e gli esposero con maggior precisione la dottrina cristiana. Avevano intuito decisamente il suo talento.

Apollo intrepido manifestò presto il desiderando di passare a predicare in Acaia; per facilitarlo ed accompagnarlo nella missione, i discepoli di Efeso gli scrissero una lettera di raccomandazione. E in effetti in Acaia predicò coraggiosamente il vangelo ai giudei, soffermandosi nella capitale appunto Corinto.

Ed è qui il messaggio che voglio dare oggi. Spesso molti cristiani ricercano il prete esperto, il fine predicatore, il raffinato teologo e così la loro ricerca sincera di Cristo si appanna. Magari sono in buona fede ma alla fine creano solo tensioni e divisioni.

Lo dirà chiaramente Paolo in un passaggio della prima lettera ai Corinti dove cita appunto Apollo. Non sappiamo se ci fosse rivalità, non me ne importa. Ma sta di fatto che ancora oggi nella chiesa c’è il rischio del protagonismo, in taluni del carrierismo. Paolo stronca questa visione delle cose ed è ben lieto di riconoscere l’opera talentuosa di Apollo. Io ho piantato, Apollo ha irrigato. Cosa significa andare in giro a dire: io sono di Paolo, io di Apollo, io di Cefa…? Noi siamo tutti di Cristo e Cristo è di Dio!

Alla faccia di chi fa il “turismo religioso” … si cerca la chiesa più bella, il predicatore più bravo… In realtà così al limite si fa solo “cultura” e spesso di basso livello.

Un cristianesimo non radicato nella comunità dei fedeli è solo “cosa da uomini”, direbbe Paolo. Dio non c’entra.

Immagine: Apollo, al centro in una icona del XV secolo

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo

I SACRAMENTI SPIEGATI AI BAMBINI

Itinerario di formazione per futuri catechisti e catechiste

QUANDO?

I primi sette sabati del mese dalle 9 alle 10.30

DOVE?

Nel bar dell’Oratorio

COME?

Dopo una colazione insieme ci dedicheremo al laboratorio formativo

PERCHE’?

Perché ami Gesù e i più piccoli