La grande tovaglia

Domenico_Fetti_-_Peter's_vision_of_a_sheet_with_animals_-_Kunsthistorisches_Museum_Wien

È difficile ancora oggi fare scelte che vadano controcorrente. Voglio vedere se tua figlia ti porta a casa un fidanzato di colore e ti dicesse: “Papà, ci sposiamo”. Voglio vedere se il migliore amico di tuo figlio, con cui va in piscina tutte le settimane, è dichiaratamente omosessuale. Voglio vedere se il tuo vicino di casa ha deciso di cambiare sesso a quarant’anni. Siamo ancora molto impreparati ad affrontare argomenti e situazioni che consideriamo al limite. Figuriamoci Pietro! Reduce da Cesarea dove aveva annunziato il Vangelo con successo ed aveva avuto il coraggio di battezzare Cornelio, un pagano… Viene rimproverato prontamente da chi era circonciso. L’avere nella carne il segno della verace stirpe dei Giudei era garanzia esclusiva di appartenenza.

Poverini, san Paolo li definirà castrati! Pietro è più guardingo. Forse la botta dell’aver rinnegato Cristo per tre volte, lo ha reso più guardingo, più conciliante, più mansueto. Non vuole dividere. Vuole tenere insieme gli amici di Gesù. Ma il tentativo di educarli lo fa. Meno male così che anche io oggi posso mangiarmi un bel fagiano ripieno o una bella lasagna al forno!

Comunica loro (e li corregge) quanto ha imparato in visione dal Signore stesso. Racconta di Giaffa, di visione, di estasi… e noi capiamo che si tratta sicuramente di una rivelazione che si manifesta come sogno: una grande tovaglia calata dal cielo per tre volte, tenuta per i quattro capi, contenente ogni genere di animale: quadrupedi, rettili, fiere e uccelli. E che rivelazione è se non c’è una voce? Infatti, Pietro ode con certezza l’invito a nutrirsi di ogni cibo! Grazie a Dio!

Fu scelta anche codesta dettata dallo Spirito: Cristo non è venuto per abolire, lo sappiamo bene. È venuto per portare a compimento. Però, basta con le norme restrittive e puritane del Levitico! Si tratta di una grande svolta che nelle lettere paoline troverà un degno approfondimento teologico ed ecclesiale.
Il Vangelo di Gesù Cristo è per tutti. La salvezza è per tutti: giudei o greci, schiavi o liberi. E si può accedere direttamente al Cristianesimo senza passare attraverso altre forme di iniziazione, se non quella di essere docili all’azione dello Spirito. Al di là del discernimento operato da Simon Pietro, qui si tratta di non rendere vana la Croce di Cristo. Quante volte la Chiesa nella storia ha dovuto ripensare il messaggio di Gesù e ripensarsi per essergli fedele?

Oggi sono molto preoccupato per derive che la Chiesa, ma in genere l’umanità sta vivendo con atteggiamenti e scelte che non sono per niente compatibili con la verità del Vangelo. È sconvolge constatare che gente battezzata, comunicata e cresimata prenda così violente cantonate da non accorgersene. Anzi, pensano di essere fedeli al Vangelo e nuovi paladini di integralismo e fondamentalismo religioso. Dio ce ne scampi.

Immagine: Domenico Fetti, Peter’s vision of a sheet with animals, Kunsthistorisches Museum Wien

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo