Per la prima volta

Resti archeologici dell’antica città di Antiochia

Dunque, prima venivano chiamati diversamente, i Cristiani. Discepoli di Gesù, seguaci del Sol invitto, gli illuminati, i figli della luce…? Mah…

Si potrebbero incrociare queste ipotesi con altre informazioni che ci vengono dal mondo dell’archeologia o della patrologia. Sta di fatto che c’è una volta, la primissima, in cui il termine godette di riconoscimento. Ecco, questo è interessante. L’ufficialità. La non irrilevanza.

A me dà molto fastidio – ancora oggi – quando parlano della Chiesa con sufficienza. E non è questione di rivendicazione di chissà quale potere! Noi sappiamo che Gesù ci chiamerebbe beati quando fossimo deboli, pochi e perseguitati. Essere sale e lievito. Però nello stesso tempo, anche se rappresentassimo una esigua minoranza (e ci sono ancora molti stati in cui i cristiani sono meno dell’un per cento della popolazione), è bello godere di buona simpatia. O no…?

Il brano della liturgia di oggi – quarto martedì di Pasqua – parla proprio di questo. Nuovamente si indugia su un episodio di apertura. Fedeli che a causa delle persecuzioni fuggono fino a Cipro o in Pisidia portandosi con sé timori, riguardi, opinioni personali… Per questo sbalordiscono notando che altri fratelli, proprio provenienti da Cipro e Cirene, sfidano la loro ritrosia e, correndo il rischio di poter sbagliare, vincono la loro caparbia prudenza e decidono di annunciare il Vangelo anche ai Greci con tutta probabilità parlando nella loro lingua per farsi capire. E dov’è il problema? – qualcuno potrebbe commentare. Col senno di poi è facile.

Ma come si spiega la frettolosa delegazione che giunge da Gerusalemme capitanata niente po’ po’ di meno che da Barnaba? Evidentemente in gioco c’era molto ed il rischio di separazioni e di divisioni alto. E qui Luca registra delle espressioni che commuovono. “La mano del Signore era con loro”. E chi può fermarla? Oppure: “Vide la grazia di Dio” cioè il dono non lo puoi contenere: si espande, genera a sua volta, produce frutti.

Gesù l’aveva detto: “Dai loro frutti li riconoscerete!” E a buon conto, Barnaba non è ancora del tutto sicuro di aver fatto la cosa giusta e parte subito per un confronto con Paolo. Un anno insieme condivisero ad Antiochia, insegnando. È molto importante questa pagina di Atti. Parla del vero stile di una comunità: aperta, in uscita – direbbe papa Francesco -, coinvolgente e gioiosa. Molto lontana dal rischio che corriamo oggigiorno nelle nostre comunità sempre meno credibili, chiuse in sé stesse, arroccate ed autoreferenziali. Paurose di comunicare gioia, forse perché consapevoli che tengono strette solo piccole convinzioni, avendo perso già da molto tempo il grande respiro dello Spirito di Gesù Risorto. Forza svegliamoci, facciamo ancora in tempo a tornare…simpatici! A vivere in maniera così credibile da essere indicati a dito: “Ah sì, quelli sono i cristiani!”. Come accadde per la prima volta in Pisidia, ad Antiochia.

Immagine: Resti archeologici dell’antica città di Antiochia

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo