Tarme e ruggine

La moneta del tributo

Un’immagine forte è questa che usa Gesù nell’odierno brano di Matteo. I tesori a cui allude il Cristo potevano essere vestiti o metalli perché le tarme si avventano su tessuti e la ruggine si mangia il ferro. L’idea dunque è la voracità e la corruzione. Cristo non è contro i beni materiali. Cristo è contro il calcolo, soprattutto quello che rovina le relazioni. Egli ci raccomanda: “Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano…”

Occorre invece tesorizzare per il cielo. Il centro del discorso diventa pertanto il tesoro. Non c’è cuore che non si attacchi al suo tesoro. Ognuno di noi nutre interessi e passioni. È come se Gesù ci dicesse che l’uomo si attacca molto a ciò che ama, anzi…diventa come è quello che ama. Per cui se scegli di attaccare il tuo cuore a ciò che è caduco, non potrai far altro che diventare caduco anche tu…

In effetti è proprio così. Se accumuli soltanto nella vita e attacchi il tuo cuore a ciò che hai ottenuto, rischi di non accontentarti mai. Entri nel vortice del volere sempre di più. Vorace come una tignola. E non passerà molto tempo prima di accorgerti che il metallo o lo investi oppure è destinato ad ossidarsi. Cioè, a corrompersi.

Il frutto di queste due malapiante è la paura. Chi accumula, alla fine perde la misura di tutto: del rapporto con sé, con le cose, con gli altri e con Dio. Vive nel terrore di essere defraudato perché di scassinatori è pieno il mondo!

Allora facciamo quattro conti. Se per caso ci accorgiamo che quanto abbiamo ci basta per vivere dignitosamente, accontentiamoci. Cioè saremo contenti, contenuti e non solo nel senso della sobrietà, della essenzialità e della parsimonia. Ma contenuti come ogni persona che è consapevole di essere oggetto dell’amore di Dio. Se so di essere amato, non mi manca più niente.

Immagini di persone che al primo allarme, alla prima fake-new invadono i supermercati e fanno man bassa di tutto in questi ultimi anni si stanno ripetendo troppe volte. Ci parlano di una società malata, incerta, insicura…e oltremodo ridicola.

 Immagine: “La moneta del tributo”, attribuito al pittore fiammingo Peter Paul Rubens, 1612 circa, olio su tela, 144 x 190 cm, Museo delle Belle Arti di San Francisco, USA.

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo