Giona e la balena – Immagine ortodossa etiope

Retaggio medievale questo di chiedere segni a Dio a conferma della nostra fede. Gesù si inquieta. Voi chiedete un segno? Come a dire: non vi basta di avermi incontrato? E io chi sono? Un giorno dirà a Filippo: “Chi vede me, ha visto il Padre”.

Anche noi… di quanti segni abbiamo bisogno per credere davvero che Gesù è il definitivo rivelatore del Padre? A parte il fatto che i segni sono ontologicamente diversi dai miracoli. Ma noi li trattiamo così, come le ciliegie: una tira l’altra. E osiamo chiederne sempre di più con una disinvoltura che ha del blasfemo.

Non passano anni senza che si verifichino episodi soprannaturali per i quali la Chiesa si deve muovere e dopo decenni di ricerche, magari sconfessare ed abolire come suggestioni ed invenzioni di uomini. Sconforta e addolora questo atteggiamento tipico dei farisei che ancora è assai presente nei cristiani di oggi.

Dio al contrario i segni li manifesta a conferma della fede. Come fece fin dal Primo Testamento: “Ecco una vergine partorirà, un bambino al Regno sarà dato” (Isaia); oppure a Nazareth: “Ecco il segno tua cugina Elisabetta che tutti dicevano sterile è in attesa”; o ancora: “Ecco il segno:…una stella, una mangiatoia…”

Anche a Cana Giovanni scomoda il termine segno per l’acqua divenuta vino. Un segno teologicamente parlando, è molto ma molto di più di un miracolo. Gesù in persona poi ha parlato e ha agito con segni inequivocabili: ha guarito ciechi e zoppi, ha fatto parlare i muti, ha comandato al lago di calmarsi, alla tempesta di cessare, ha moltiplicato il pane e ha addirittura risuscitato tre persone. Una volta si è completamente trasfigurato sul Tabor.

Ma nulla, niente da fare, il loro cuore è appesantito, indurito, inchiodato. Chiedono dei segni, come se fossero i segni a far cambiare la nostra vita. Invece è il cuore che sa leggerli e che ci spinge a convertirci. Gesù è irritato: no, non darà altri segni se non quello di Giona.

Qual è il segno di Giona? Quel profeta inizialmente codardo e maldisposto che, richiamato da Dio ad annunciare la distruzione di Ninive, preferisce scappare ben lontano dal Signore e dalla grande città… Lui però cambia e alla fine, accetterà di predicare e, inaspettatamente, gli abitanti di Ninive si convertiranno. Ed ecco, bene più di Giona c’è qui: il Signore Gesù benedetto…

Riusciremo a smetterla di confidare nella breve sicumera di un prodigio che dura un attimo, per confidare nella fede in un Dio che dà la vita per l’eternità?

Il  segno di Giona non è altro che la morte e la risurrezione di Gesù.

Immagine: Giona e la balena – Immagine ortodossa etiope

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo