Tesoro e perla

Parabola del tesoro nascosto di Rembrandt (c. 1630)

La grande filosofa, mistica e autrice francese scrisse: «Cresce in me la convinzione di portare un tesoro d’oro fino che devo consegnare agli altri». Mi impressiona assai. Non mi vengono crisi di panico, però talvolta mi piacerebbe essere ignorante o un poverello di spirito…per avere meno responsabilità. La gioia è grande, ma quando si scontra quotidianamente e tutte le volte con il muro della indifferenza e del poco coinvolgimento… mi lascio tentare.

Forse è meglio non trovarlo questo tesoro. Forse è meglio vivacchiare. Meno fastidi, meno problemi. Meno responsabilità, appunto. Per un cristiano queste parole rasentano la bestemmia. Se il Signore si fa trovare. Subito bisogna attivarsi con tutta la nostra scaltrezza, con tutta la nostra passione. Il contadino è avveduto. Si guarda bene di andare a sbandierare ai quattro venti d’aver trovato un tesoro. Gli ori sarebbero del proprietario! No, quell’uomo non è uno sprovveduto. Sa stare al mondo.

Quell’uomo va e vende quello che ha. Il contadino e il mercante vendono tutto, ma perché sanno che c’è in gioco tutto. Anzi, di più. Cosa? La felicità? La salvezza?

Così sono i cristiani veri: gioiosi e sicuri perché sanno di aver fatto un affare. Sanno di essere più “ricchi” degli altri: hanno un tesoro di speranze, di coraggio, di libertà, di cuore, di Dio. Guarda caso “tesoro” e “perla” sono i nomi che una persona dà al suo innamorato. Ce ne sono altre molto solari e fiduciose che così appellano tutti: figli, marito, vicino di casa, collega di lavoro…

Con la carica di affetto e di gioia, con la travolgente energia, con il futuro che sprigiona. Ma allora chiediamoci davvero: Dio per me è un tesoro o soltanto una fatica? È perla della tua vita o solo un dovere?

Ci sono certi giorni in cui mi sento contadino fortunato. Ma ci sono altre circostanze in cui si sente la fatica della responsabilità! Non a caso, papa Wojtyla diceva: “Dono e responsabilità”

E comunque guardo indietro la mia vita e spesso dico grazie a Chi che mi ha fatto inciampare in questo tesoro, in molte perle, lungo molte strade, in molti giorni operosi e pienamente vissuti in una vita che quotidianamente decide di donarsi.

Immagine: Parabola del tesoro nascosto di Rembrandt (c. 1630)

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo

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