Cinque pani e due pesci

Madrid – Mosaico della moltiplicazione dei pani e dei pesci - Rupnik Cappella del Santissimo – Cattedrale di Santa Maria Reale di Almudena

Son bastati a Gesù per compiere uno dei suoi più sorprendenti miracoli. Giovanni lo chiamerà segno. E avviene lungo il lago di Galilea. In un Angelus papa Francesco coglie tre messaggi in questo brano: la compassione, la condivisione, la benedizione.

Di fronte alla folla invadente, Gesù non si lascia irritare. Ha compassione. Attenzione: non vuol dire sentire pietà. Vuol dire immedesimarsi nella sofferenza altrui e prenderla su di sé.

Il secondo messaggio è la condivisione. I discepoli reagiscono con egoismo. Invitando ad arrangiarsi, hanno ragionato secondo il mondo. è ragionevole non farli morire di fame, congedandoli. Gesù ragiona secondo Dio, e la logica di Dio è sempre dare la vita, è condivisione. Quante volte noi ci voltiamo da un’altra parte pur di non vedere i fratelli bisognosi! Anche se poi siamo vittima del senso di colpa, ma ci voltiamo. Ci conviene. Gesù non magicamente, ma ponendo un “segno” ci esorta ad avere sempre fede in Dio.

E il terzo messaggio, quella benedizione che ci riporta all’Eucaristia. Il sacerdote alla messa rifà gli stessi gesti, quando prende il pane. Nell’Eucaristia Gesù non dona un pane, ma il pane di vita eterna, dona Sé stesso, offrendosi al Padre per amore nostro.

Compassione, condivisione, Eucaristia. Questo è il cammino che Gesù ci indica nel vangelo di oggi. Un cammino che ci porta ad affrontare con fraternità i bisogni di questo mondo, ma che ci conduce oltre questo mondo a non fermarci al nostro naso. Cinque pani e due pesci, poca roba. Ma con Dio bastano.

Immagine: Madrid – Mosaico della moltiplicazione dei pani e dei pesci – Rupnik Cappella del Santissimo – Cattedrale di Santa Maria Reale di Almudena

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo

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