Produrre frutto

Il martirio di san Lorenzo – Tiziano Vecellio - Dettaglio

Quando me lo dicevano da bambino, strabuzzavo gli occhi. Il suolo irrorato dal sangue dei martiri porta frutto. Più la primitiva chiesa apostolica è stata perseguitata, più si è diffuso il vangelo. Anzi rincaravano la dose dicendo che le difficoltà pastorali che abbiamo – la secolarizzazione galoppante – sono dovute alla mancanza di martiri.

Cinquant’anni dopo mi scandalizzo di meno, soprattutto perché il martirio è tornato alla grande. E in questi ultimi decenni i cristiani sono tornati ad essere vittima di tragiche persecuzioni. Quindi c’è da sperare in un rifiorire della fede? Una nuova primavera dello Spirito? Non lo so, so solo che è urgente produrre frutto.

Oggi facciamo memoria di san Lorenzo, di cui si sa proprio poco nonostante si sia diffusa fortemente la sua devozione. Lo sanno i giovani attratti dalle stelle che cadono, promettenti esaudimenti di insperati desideri europei.

Dicevo che sappiamo poco di Lorenzo. Ma quel poco basta. Anche lui vive una grande persecuzione della Chiesa. Valeriano non obbligava a rinnegare. Ma rendeva la vita veramente difficile con tanti divieti. Esasperato per ovvie disobbedienze, fa uccidere il papa Sisto. Ma l’evento non spaventò i credenti. Erano i primi caldi giorni di agosto del 258. E venne la volta di Lorenzo che, come diacono, amministra i beni della comunità di Roma. Oggi come allora, la leggenda metropolitana insiste sulle fantasmagoriche ricchezze della chiesa. Fatto sta che il prefetto imperiale lo arresta intimandogli di consegnare tutti i tesori nascosti.

Il diacono acconsente ma si affretta a distribuire ai poveri quanto aveva sottomano. Poi invita il prefetto e gli mostra una gran numero di malati, storpi, poveri che lo accompagnano, provocandolo: “Ecco, i tesori della Chiesa!”

Dicono che fu “cotto a puntino sulla graticola”. Lo immagino mentre si contorce per le ustioni con il braccio levato verso il cielo, non tanto ad implorare la misericordia di Dio in cui credeva ciecamente, quanto per invocare la nostra testimonianza, chiamati in simili situazioni del mondo contemporaneo a produrre lo stesso frutto.

Immagine: Il martirio di san Lorenzo – Tiziano Vecellio – Dettaglio

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo

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