Flauti e lamenti

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Gesù era dotato di un grande spirito di osservazione. Molte parabole sono ispirate a scene di vita che si ripetevano nella quotidianità. Come questa molto carina. C’è un gruppo di ragazzetti che litigano. Non si decidono su che gioco fare. È un problema di molti giovani, la noia.

Ricordo, quando nel cuore degli anni ’90, ero prete a Meda. Sotto le finestre del mio studio o del mio balcone, alla sera si radunavano adolescenti e giovani della parrocchia per decidere come passare la sera. Solitamente il venerdì e il sabato. Mi divertivo perché buttavano via così tanto tempo senza decidere, che quando era la volta buona… si avvicinava la mezzanotte ed era già ora di andare a casa.

Così siamo anche noi come cristiani. Come bambini sulla piazza che non sanno decidersi per nessun gioco, litighiamo senza concludere niente. Non siamo mai contenti.

Il paragone regge proprio anche nei termini di fede. Se ci propongono una fede rigida e ascetica, come quella proposta dal Battista la respingiamo. Se al contrario ci viene proposto qualcosa di più accessibile e – per così dire semplice -, come era quella di Gesù – tanto per intenderci – non va bene nemmeno quella.

Perdiamo così tanto tempo a lamentarci che scorre gran parte della nostra vita nell’inconcludenza. E ci comportiamo proprio come quei bambini viziati a cui si propone di tutto e che imbronciati rifiutano ogni cosa. Occorre crescere un po’. Occorre diventare adulti e imparare – come ci sta suggerendo il nostro Vescovo – “a stare al mondo”!

La proposta potrebbe davvero essere quella che comporta uno sguardo più sapiente sulle cose, sulle situazioni, sulle persone. Recuperare le priorità senza farci ingannare da tanta “fuffa” propinataci dal contesto sociale. Essere più sobri. La pandemia l’ha ottenuto per forza. E poi saper gioire delle cose belle e semplici che quotidianamente il Signore riempie le nostre giornate.

Vogliamo smetterla di piagnucolare sempre come i bambini viziati del vangelo di oggi?

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo