Ho da dirti qualcosa

Gesù in casa di Simone di Albrecht

“Don Massimo, noi dobbiamo parlare”… Quando qualche parrocchiano, mi accosta con questa espressione…mi viene da alzare gli occhi al cielo, tutte le volte. Perché siffatta espressione ormai – per la mia esperienza – assume il tono del rimprovero arrogante, della critica gratuita, della polemica pretestuosa. Oppure si tratta solo di coda di paglia da parte mia, perché so di averne combinata qualcuna.

Sta di fatto però che quando sento Gesù, dire a Simone: “Ho da dirti qualcosa…” mi sembra sia una situazione simile. Ma in realtà, non aveva forse ragione il fariseo. Smettiamola per una volta di essere ipocriti. Lui ha avuto il coraggio di parlare. Alle spalle di Gesù, mormoravano in molti. Lui dopotutto si è sforzato. Ha tentato di conoscere Gesù, più da vicino. Non si è accontentato del sentito dire. Non è vittima dei sentimenti di pancia. Lui è stato accogliente.

Non abbiamo elementi per dire che è malizioso, calcolatore, ruffiano. Pare sia ben disposto, generoso e attento all’ospite.

Però poi c’è la seconda parte dell’episodio. Entra una prostituta. Conosciuta evidentemente. Famosa. No, meglio famigerata. Piange. Sarà pentita? La perdonerà? Troppo semplici come motivazione. Prosegue la sua bella testolina. Lo chiamano tutti profeta, come fa a non rendersi conto? E se si rende conto perché si lascia rendere impuro?  Simone è uno che ragiona. Almeno sa pensare. È già un lusso per molti.

Gesù è un profeta e sa cosa alberga nel cuore delle persone. E lo ama. Quando dici e fai la verità con una persona, la ami. Non gli crea disagio. Non lo rimprovera. Non lo svergogna. La salvezza è per tutti, non solo per le prostitute. E siccome Simone usa la testa e ha dimostrato la sua buona fede, subito capisce che le parole di Gesù riguardano lui.

E Simone se le lascia dire.

Immagine: Gesù in casa di Simone di Albrecht

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo