Christus Flevit

Christus Flevit

L’essere umano piange. Cristo era vero uomo. Perciò piange. Quante volte lo ha fatto. Quanto volte lo avrà fatto? E non solo da neonato o da infante. Tutti i bambini si esprimono con il loro pianto. Gesù di Nazareth ha pianto anche da adulto. Ogni volta che i vangeli registrano: “Si commosse profondamente…” cosa volete che facesse.

Lo ha fatto di fronte a malati ed emarginati. Lo ha fatto, forse anche per la rabbia ed il nervosismo come capita a molti. Ma soprattutto l’ha fatto davanti alla morte del più caro amico. Sarebbe da approfondire questo tema teologico del pianto di nostro Signore. Oggi c’è un altro momento molto significativo. In Terra Santa ancor oggi quel luogo è chiamato “Christus flevit”.

Il viaggio sta per concludersi. Da lontano si vede la città. Bella, la santa città! Gesù vede la grande spianata del tempio. Tutta la gente che sale al tempio. Una delle meraviglie del mondo, il tempio di Salomone! Ma Gesù sa.

Di lì a pochi anni sarà tutto distrutto. Mentre Gesù viveva il tempio era stato ricostruito. Ci avevano messo ottant’anni di lavoro. Ma nel 70 i Romani lo profaneranno, lo distruggeranno, lo bruceranno. Zoccoli di cavallo calpesteranno il Sancta Sanctorum: abominio atroce e deplorevole!

E Cristo pianse. Sulla città versa lacrime di dolore. Sente la tensione crescere e tutto il suo coraggio si incrina. Come è possibile non capire ciò che sta per accadere? Come è possibile che la gente si illuda di essere protetta dietro quelle poderose mura di pietra? Non ascoltano la Parola, né la profezia, né accolgono il Messia, inconsciamente convinti di non averne bisogno. Poveretti.

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo

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