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Si spegne. Se copri la fiamma che tu sei, gli viene a mancare l’ossigeno e si spegne. La devi collocare in alto. Più è in alto, più farà luce.

I cristiani lontani dall’agire solo per farsi vedere, sono invitati però a dare testimonianza della loro fede. E, come il sole che splende sia sui buoni che sui cattivi, la luce della fiamma illuminerà tutti, credenti e non, che incontreremo sul nostro cammino.

Il moggio era una unità di misura con cui si calibrava la farina necessaria per impastare. Il paragone umile che Cristo fa coinvolge anche le persone semplici, essendo preso da un contesto familiare. Tutti capiscono che Gesù sta parlando proprio di noi: tutti possono essere portatori di luce.

Mi danno fastidio però coloro che invece di proporre, propinano. Li trovo inopportuni. Invadenti e pretestuosi. Risultano invadenti. Più papisti del papa, come si suol dire. E uffa: ti tirano sempre in ballo Gesù, la Madonna e tutti i santi…in colonna! Solitamente si avvicinano a frange fanatiche che a poco a poco smarriscono il senso della misura.

Come cristiani nessuna ansia di prestazione! Gesù ci chiede solo di…accenderci! Basterebbe quello. Possiamo illuminare gli altri se prima noi ci lasceremo accendere. Non a caso si parla di trasmissione della fede. Con umiltà, beninteso.

Perché collegato a questo valore, il vangelo odierno unisce anche la capacità di discernimento, di giudizio soprattutto sugli altri. L’esperienza – specie quella del confessionale – mi dice che chi è intollerante con gli altri, guarda caso… presto diventa molto permissivo con sé stesso! Al contrario chi è parecchio esigente con sé stesso, matura e alla fine è comprensivo e misericordioso con gli altri.

A me, poi, essere anche lampadario!!! Cioè non pretendere di essere sempre luce io, ma fare in modo che gli altri lo siano per molti, magari attraverso di me. Favorire gli altri a trovare la propria collocazione, la posizione giusta attraverso la quale la loro luce possa effettivamente essere valorizzata completamente! Mi dà molta gioia, questo…

E infine, mi viene da ridere quando in confessionale mi paragonano ad un sacerdote con la manica stretta (qualcuno sostiene che incuto soggezione) perché in realtà anche le vesti sacerdotali che mi piacciono di più, sono quelle dalle maniche larghe…!!!

“Con la misura con cui giudicate gli altri, sarà giudicato a voi” – dice Gesù.                                                 Conviene essere di manica larga, non so se mi spiego…

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo