Primo annuncio

cronaca

Entrando nella Quaresima, sentiamo risuonare la Parola di Gesù sulla necessità di rinnegare sé stessi, prendere la propria croce e seguire il Salvatore. Egli chiede a noi di rinunciare al nostro egoismo, di aprirci alla carità e alla condivisione – in una parola – di seguire, il suo esempio. E fa questo annunciando la sua fine. Per tre volte Cristo avvertì i suoi di quale morte doveva morire.

Chissà quale interpretazione ne davano i discepoli, simbolica? Era tanto giovane il Maestro, aveva tante potenzialità. Lui stesso alcune volte ha corso il rischio di essere fatto fuori e si è sottratto a violenza certa. Non era ancora giunta la sua ora, evidentemente.

La liturgia invece subito nelle primissime ore del percorso che ci condurrà a Pasqua ci spiattella sotto il naso a cosa va incontro uno che voglia fare sul serio con Gesù. Quasi che le pagine del vangelo si tramutassero in una cronaca di morte annunciata.

Si tratta dunque di prendere coscienza della nostra situazione di peccatori, di convertirsi a Dio con tutto il cuore e l’anima, di prestare ascolto alla sua divina Parola, di comportarci da veri figli e figlie di Dio. Chi vuole andare dietro a Cristo, deve prendere sulle proprie spalle la stessa croce di Gesù.

Abbracciando la nostra croce – che Dio, nella sua giustizia e bontà, dà sempre proporzionata alla nostra possibilità di portare – vivremo nella pace e nella gioia di aver compiuto la sua divina volontà.

Disse il Santo Padre il papa Francesco in un Angelus (giugno 2016):

«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua» (Lc 9,23). Non si tratta di una croce ornamentale, o di una croce ideologica, ma è la croce della vita, è la croce del proprio dovere, la croce del sacrificarsi per gli altri con amore – per i genitori, per i figli, per la famiglia, per gli amici, anche per i nemici -, la croce della disponibilità ad essere solidali con i poveri, a impegnarsi per la giustizia e la pace.

Saremo lieti di abbracciare la Croce che Gesù ha pensato per noi?

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo