Si convertano

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Ho conosciuto qualche prete burlone che sosteneva la “bontà” di essere peccatore. Diceva: “Mi annoio quando arrivano a confessarsi e hanno quattro cosette da dire!!! Gesù è venuto per i peccatori…”

Quel sacerdote ironizzava e testimoniava la sua gioia di poter vedere anche peccatori incalliti, grandi peccatori cambiare, convertirsi, ritornare al Signore. Gesù è molto chiaro sulla sua missione. Non è venuto per chi non sbaglia mai, è perfetto, corretto sempre, formalmente in ordine… che noia! Che barba! E che rabbia, a volte…

Gesù è venuto per Levi, per i pubblicani, per le prostitute, per i malati, per i peccatori. Una categoria positiva trattata negativamente. Che bello quando il medico, ti liquida con un “Tutto a posto, don Massimo! Non c’è niente…Lei è sano come un pesce”.

Uno si sente forte, immortale. Ma è solo un ingenuo ci crede. Tutti siamo malati. I grandi santi sono stati grandi peccatori. Ma non erano gli altri a dirlo. Loro stessi lo sostenevano. A noi invece capita il contrario. Di considerare gli altri dei malati, e noi sempre cristiani per bene, in prima linea, impegnati, perfetti, puri. Eresia. Doppia eresia.

Gesù invece è adamantino nel suo dire e nelle sue richieste. Per niente ambiguo. Spiega la più ovvia delle verità: com’è possibile salvare una persona se non la si accoglie, se non la si ama? Altro che fare le differenze…

Gesù è venuto per gli ammalati e noi ad illuderci mostrando che stiamo scoppiando di salute. Ecco, giusto questo verbo: scoppiando, come la rana che si gonfia, si gonfia…

C’è la necessità di una conversione personale e comunitaria. Anche come Chiesa il papa Francesco inesorabile come un bulldozer ce lo sta chiedendo da anni. Meglio una chiesa malata, meglio un ospedale da campo… meglio una chiesa incidentata che chiusa.

Se non riconosciamo di essere malati, non potremo mai incontrare il medico che ci salva. Quaresima è il tempo del coraggio di un controllo, di un esame del sangue se è da tanti anni che non lo fai più…

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo