Lapidare Gesù

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Quindi Gesù ha rischiato di morire in molti modi: picchiato, spinto giù dal burrone…ora tentano con le pietre. Ma lui era destinato ad essere innalzato da terra. Non temiamo che vada diversamente da come il Padre suo ha in mente. Però il brano di oggi ci rivela chiaramente che la misura ormai è colma. Il cerchio attorno a Gesù si è ormai chiuso in una morsa terribile. Attorno alla sua persona si è con centrata una tensione palpabile. Potrebbe succedergli di tutto.

Gesù non si sottrae al suo destino. Proprio per questo è giunto, per dare la vita. E non si può certo dire che sia stato ambiguo od opportunista. Infatti chi ha deciso di mettere mano alle pietre è molto preciso: non per le sue opere buone deve essere giustiziato, ma perché lui che è un uomo pretende di essere Dio.

Il suo estremo tentativo di ricorrere alle Scritture dimostra di conoscerle bene, comunicando il metodo di attingere sempre alla fonte, alla origine della Rivelazione. Mai far dire a Dio quello che lui non ha mai detto. I suoi accusatori lo hanno capito. Li ha completamente esautorati. L’odio nei confronti di quel Rabbi è ormai al colmo. La fedeltà alla Parola (ricordate il ritornello…secondo le Scritture?) costringe Gesù a rinviare il suo momento e si sottrae.

Gli annunci della sua morte spaventano. Già spaventa molti l’idea di un Dio che si è fatto uomo, figurarsi un Dio che muore! Semmai un Dio chiede il sacrificio dell’uomo. È l’uomo o le sue cose o i suoi animali devono essere uccisi per placare il Signore. È un abisso ancora da colmare. Ci vuole l’intervento dello Spirito santo. Ci vuole proprio il Risorto e la sua potenza!

Mi fermo qui perché mi risulta facile biasimare questi ipotetici assassini di Gesù. Io se fossi stato lì, come avrei reagito alla pretesa di essere Dio da parte di Gesù?

Probabilmente, concreto come sono, mi sarei lasciato inquietare dalle sue opere, dai suoi gesti, dai suoi segni. Quelli erano stati fatti e non erano frutto di magia. Chiedevano di schierarsi.

Ma è più sbrigativo tentare di farlo fuori. Come tutto ciò che ci dà fastidio.

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo

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