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È un giorno gioioso, questo delle Palme, si assapora già la festa. Tutti corrono in chiesa per conquistarsi un rametto di ulivo. Si muovono anche quelli che non lo fanno mai. Vincono la pigrizia, come se quel ramoscello fosse più importante, più significativo, più sacramentale della Santissima Eucaristia!

Ma fa niente. Va bene così. Costoro manifestano a loro modo la necessità di andare incontro a un Dio che viene… Dio entra in Gerusalemme, sapendo cosa dovrà significare per lui.

Ebbene questo giorno festoso, colorato, animato, profumato… in realtà si trasforma in qualcosa di concitato, di cupo, di tenebroso…è pieno di morte annunciata. Per questo la chiamano domenica di Passione!

Lo è. I sacerdoti oggi per tre o quattro volte pronunciano un brano lungo come la fame! Fame di amore… si fanno aiutare a volte, con il vangelo dialogato… perché questa fame è da condividere. E Gesù ci riempie. Ci sfama. Ci consola. Ce n’è per tutti, nella versione di Marco proclamata quest’anno.

C’è Simone il lebbroso, la donna sprecona, l’albergatore, i Dodici fra cui spiccano per fedeltà Giuda e lo stesso Pietro (!) ma gli altri non sono da meno…il Cireneo, i soldati, il centurione, Caifa e i sommi sacerdoti, Giuseppe d’Arimatea, le donne citate per nome… un infinito seguito di comparse…Ma al centro, il vero e unico attore è Gesù: il tutto donante, il tutto abbracciante, il tutto amante.

Lasciamoci fare. E semmai, anche noi come mendicanti (Gesù si presenta così: come uno che ha bisogno di un asinello e di una stanza…), allunghiamo la mano vuota e Gesù ce la riempirà con la sua grazia.

Buona Settimana, che sia santa.

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo

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