Le trenta monete

monete

«Non fu per i trenta denari
Ma per la speranza che
Lui, quel giorno
Aveva suscitato in me
»

State attenti a non suscitare speranze nel cuore di un bimbo, di un amico, di una persona amata, di un genitore… perché poi c’è il rischio del tradimento. A quel punto sarebbe meglio non averlo fatto.

Da ragazzo sentivo Chieffo, cantautore fatto amare da Comunione e Liberazione, nel suo Monologo di Giuda da cui ho riportato solo il ritornello.

Nella liturgia di oggi si parla del prezzo pattuito per la consegna. Lui, Giuda che si era lamentato per lo spreco di un barattolo di profumo di trecento denari…alla fine tradisce l’amore della sua vita per trenta.

È molto pericoloso suscitare le speranze. Ci sono persone che ci vivono avvinghiate come l’edera. Se poi queste si perdono, crolla tutto della loro esistenza. Giuda come tutti era stato scelto dal Maestro. E solitamente Gesù guarda dentro il cuore di ogni uomo. Anche nel cuore di Giuda evidentemente c’era del buono.

C’era una passione, un ideale. Un ideale di libertà, di liberazione. Era un uomo dabbene cercava l’antica fede del popolo Israele. Probabilmente rispettava anche la legge di Mosè. Si sa che era vicino al gruppo degli Zeloti che arrivavano anche all’uso delle armi pur di rendere concreto il loro impegno di liberazione del popolo.

Gesù era stato capace di accendere in lui la speranza che quel momento fosse arrivato. E fin qui era vero.

Ma il modo. Giuda ha sbagliato a valutare. Certo che arrivare a tradire il Figlio dell’uomo per un errore di valutazione è proprio triste. Lo costringerò ad agire – avrà pensato. Lo porterò ad un livello per cui non potrà più tirarsi indietro, se è un uomo.

Certo Gesù è uomo, ma è anche Dio. E non si è comportato da uomo, ma da Dio. E si è lasciato mettere le mani addosso. Si è lasciato prendere.

Il vangelo lo definisce ladro, ma io credo in un accanimento contro di lui e la sua fama ormai rovinata per l’eternità.

Il vero “ladro” è stato Gesù che per amore gli ha rubato la falsa speranza che si era nutrita in seno. E quando uno perde la speranza, arriva a fare di tutto.

Anche a tradire l’amore della propria vita.

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo

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