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Non tutti i farisei erano cattivi e malfidenti. Quello che si accosta a Gesù oggi è un uomo buono.

Nel Vangelo secondo Marco lo scriba si presenta a Gesù con cuore buono. Chiede per conoscere, non per mettere alla prova. Gesù lo intuisce e lo sta ad ascoltare; lo tratta con amicizia e simpatia. Gli risponde con grande semplicità, ricorrendo al Deuteronomio.

Sembra una dotta discussione teologica dove il Maestro lega in modo inscindibile e inseparabile il comandamento verso Dio e il comandamento verso l’uomo. Il segreto è questo per ciascun cristiano: essere fedeli a Dio e essere fedeli all’uomo. Sono precetti congruenti, quando uno va a discapito dell’altro è un disastro…

Dio si ama con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente, con tutta la forza. Il prossimo si ama come ognuno ama sé stesso. In questa pericope – forse non era il momento opportuno né il luogo adatto – Gesù di ribadire con chiarezza che la volontà di Dio si è manifestata nella sua Parola.

Non c’è altro modo. Chi lo fa, non può essere distante da Gesù e dal suo Regno. Dove c’è l’umano riconciliato, c’è anche il cristiano. Oggi invece siamo nella Babele più assurda perché ogni giorno in maniera nuova e nefasta si dichiara amore anche ciò che è esattamente il contrario l’abominio, la nefandezza, la malvagità, la cattiveria, la crudeltà del cuore e della mente e peggio ancora, si attribuiscono tutte queste cose alla natura, alla dignità dell’uomo, al diritto inalienabile della persona umana ecc. ecc. Non ci si accorge che in questo modo i limiti del male sono ben superati. Quando si già a tanto, si è molto lontani dal Regno anzi è il non ritorno, la perdita del senso, dell’orizzonte, di tutto.

Ecco perché molti sperano che il Signore intervenga con azione potente, se si vuole riportare l’umanità alla verità del bene, dell’amore, della giustizia.

L’uomo si scopre impotente. E lontano.

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo