Invito accorato

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Lo scorso 21 febbraio a Seveso il nostro Arcivescovo ha pregato per l’emergenza educativa. Anche a seguito dei continui drammatici fatti di cronaca che coinvolgono adolescenti e giovani, e in sintonia con l’appello di papa Francesco, che l’8 febbraio – nel discorso al Corpo diplomatico presso la Santa Sede – ha chiesto di non rimanere inerti di fronte alla «catastrofe educativa». Mi ha colpito il suo grido:

Posso chiedervi di condividere lo strazio dell’impotenza?

«Vorrei dare voce allo strazio dell’impotenza.

Vorrei dare voce anche a tutti i genitori, gli educatori, gli insegnanti che percepiscono questo momento come una emergenza spirituale ed educativa e si rendono conto che non sono a portata di mano rimedi e soluzioni immediate.

Vorrei dare voce a ragazzi e ragazze che sono sconvolti dall’isolamento, dai comportamenti incomprensibili e violenti fino alla morte di coetanei ai quali sono affezionati e si sentono in colpa per non aver capito, per non aver detto, per non aver fatto abbastanza.

Vorrei che questa voce arrivasse alle istituzioni e che l’alleanza tra le istituzioni si rivelasse con maggior evidenza e incisività. Uomini e donne delle istituzioni certo condividono con me strazio e frustrazioni, insieme con impegno e passione educativa. Constatare inadeguatezza di risorse, esiti fallimentari, scelte sbagliate non può essere un motivo di paralisi, ma una provocazione a più incisiva dedicazione e una più corale concentrazione sulle priorità educative.

Abbiamo suggerito parole e tempi per pregare; abbiamo insegnato la bellezza e la dignità di ogni persona; abbiamo parlato della vita come di una vocazione a mettere a frutto i talenti di ciascuno per il bene di tutti; abbiamo seminato parole di pace; abbiamo cura degli ambienti perché siano belli, ordinati, accoglienti. Riconosciamo la nostra impotenza: molti ragazzi e ragazze invece della concordia amano l’aggressione e la violenza verso gli altri e verso sé stessi; ci sono ragazzi e ragazze che si negano ai rapporti, evitano ogni responsabilità; ci sono ragazzi e ragazze che passano il tempo a sporcare la città, a rovinare il pianeta e se stessi; ci sono ragazzi e ragazze che si sentono brutti, inadatti alla vita, disperati e non sanno pregare.

Brucia dover constatare la mia, la nostra impotenza.

In questo momento non ho niente da rimproverare a nessuno, non ho niente da insegnare. Verrà il momento per discorsi più ragionati, per proposte e impegno: la Chiesa c’è, ci sarà, per tutti. Ma in questo momento porto davanti al Signore questi sentimenti, con la certezza che il Signore continua ad amare ciascuno, manda il suo Spirito a seminare consolazione, coraggio, sapienza».

Per questo come parroco e pastore della comunità di San Gerardo desidero vivere tutto il mese di maggio come obbedienza a questo appello celebrando ogni giorno feriale la S. Messa alle ore 7.30 preceduta dal santo Rosario che inizierà alle ore 7. La domenica il Rosario sarà alle ore 8.

Vorrei sentire che siamo in tanti in ogni parte della parrocchia a pregare, vorrei sentire vicino anche chi per motivi di lavoro o scolastici non potrà essere presente. Basta unirsi spiritualmente con qualche Ave Maria pregata personalmente, da soli.

“Ascolta la voce della mia supplica, quando a te grido aiuto, quando alzo le mie mani verso il tuo santo tempio” (Salmo 28,2).

VERGINE MARIA, TI AFFIDIAMO I NOSTRI GIOVANI E IL NOSTRO ORATORIO

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo

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