letame

Avevo annunciato tempo fa che mi piacerebbe elaborare un vangelo delle “piccole cose”. Poi non sono mai riuscito a realizzare la promessa. Quando si commenta un brano della Parola, solitamente ci si concentra sul messaggio globale, il più importante. Non penso sia una perdita di tempo, in realtà, fermarsi anche su aspetti marginali, immagini sfuggenti, parole piccoline o poverelle, insignificanti in apparenza, che passano via velocemente, quasi fosse corredo narrativo.

Oggi per esempio compare la parola: letame. Qualche traduzione più gentile presenta il sinonimo “concime”, ma il contenuto resta. Sì, si tratta proprio di stallatico!!

Il brano è famosissimo. Siamo in Quaresima. Ci viene ricordata la conversione. Il Signore arriva e trova un fico che non offre frutti. Sembra innervosirsi, lo vorrebbe far estirpare subito perché è occasione di sciupio di energie umane e di doni del Signore. Sfrutta il terreno e non dà nulla!

Cosa c’è da imparare dal letame? Innanzitutto come dice De Andrè che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior… ma poi, ed è ancora più bello, il letame mi fa capire che Dio mi rispetta in maniera infinita ed ha pazienza con me. Umanamente sarebbe comprensibile una reazione radicale. Certi contadini che hanno esperienza infatti, sono molto decisi: non hanno tempo né risorse da perdere. Anche noi potremmo dire: la storia va avanti sempre allo stesso modo e con tutto il male che c’è, male che Dio permette…Lui cosa fa? Scava e getta letame fino a finire Lui stesso sotto terra. Lui non si corromperà. Ma intanto farà la fine del letame lui stesso. San Paolo dirà che si fa “anatema” per noi, scomunicato, maledetto…  La storia continua e sarà annuncio della croce che dice la passione di Dio per l’uomo fino a quando l’uomo capirà questo amore e finalmente diventerà responsabile e risponderà a questo amore con amore! Allora il mondo sarà salvato.

Mi sono sempre tenuto in guardia da un Dio che salva con la bacchetta magica e intanto ci considera morti. Egli ci vuole vivi, perché viviamo da figli. Lo scavare e il gettare letame può pertanto essere inteso anche così: Dio va in profondità e lì lo si può trovare in azione. È capace di utilizzare perfino lo scarto, perfino quello che è considerato schifo e male, pur di ottenere un bene. Noi solitamente usiamo un bene a scopo cattivo. Dio utilizza letame pur che serva alla nostra conversione. Ancora un anno. E poi – forse – taglierà il fico.

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo