dito

Un dito che scrive per terra. Gesù salva l’adultera con questo gesto misterioso e profetico. Anche per la riflessione di oggi scelgo una parola che forse non desta l’interesse che merita. Passa inosservata, perché siamo tutti presi dalla drammaticità del momento. Una vita sta per essere tolta. Bastava una parola detta male o un atteggiamento non gradito e la sassaiola sanguinaria avrebbe avuto inizio.

Basta un dito (Δάκτυλος). Il dito di Gesù e cambia tutto. Dito potente. Quale avrà usato? Boh…non è mica importante. Lasciatemi supporre l’indice, quello che noi puntiamo addosso agli altri quando vogliamo, anzi li abbiamo già giudicati!

Pensate, ci sono ben altre sette volte nel Nuovo Testamento in cui il dito di Gesù è protagonista o è tirato in ballo dal Maestro. Come quella volta che condanna i farisei che fanno portare i pesi agli altri e loro non li sfiorano nemmeno con un dito (Mt 23,4 e Lc 11,46). Gesù invece le dita le usava addirittura per fare i miracoli e sanare le orecchie di chi soffriva (Mc 7,33). E cosa dovremmo aspettarci da uno che usa il dito di Dio per scacciare perfino i demoni? (Lc 11,20) Nella parabola del ricco epulone inoltre c’è un dettaglio: diventerebbe importante perfino la punta del dito di Lazzaro per salvare la forte arsura di chi non ha vissuto secondo Dio (Lc 16,24) e ora è angosciato dalle fiamme dell’inferno! Diventa infine prova di risurrezione nell’intimo dialogo con Tommaso, dove per ben due volte il dito viene citato in una specie di ricatto di fede. Metti qua il tuo dito, e non essere più incredulo (Gv 20, 25 e 27).

Ma qui l’indice di Gesù è il protagonista assoluto! Noi immaginiamo che Gesù abbia affondato il suo dito nella sabbia. Qualcuno però ha ipotizzato ci potesse essere il lastricato di pietre. Qualcuno come sant’Agostino interpreta il gesto come profetico. Altri che Cristo avesse scritto i nomi dei peccati degli accusatori della adultera. Non sappiamo. Ma se il riferimento è alla legge di Mosè scritta con il dito di Dio, semplicemente Cristo voleva dire che certamente lì c’era la volontà di Dio ma noi si deve andare oltre a ciò che è stato inciso e guardare direttamente a chi ha inciso. Insomma era una trappola. L’accusata non era tanto l’adultera, era già giudicata e l’avrebbero fatta fuori subito. L’accusato era proprio Gesù. Era un’occasione per farlo fuori, un casus belli. Ma Gesù sapientemente col suo dito, evita la guerra. E lì rimangono solo “la misera e la misericordia”. Gli altri, umiliati, se ne vanno via tutti.

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo