gruppi

È passato alla storia come il racconto della moltiplicazione, anche se questa parola non è mai usata. Semmai si tratta di una divisione, anzi di una condivisione. Nella domenica che la Chiesa dedica alla devozione eucaristica del Corpo del Signore. Fermiamoci a ragionare sulle parole poverette, quelle che leggiamo ma passano inosservate. Ho scelto quelle che alimentano il comando di Gesù di fronte alle ragionevolissime obiezioni dei discepoli: Fateli sedere a gruppi di cinquanta. Perché? Perché mai? Anzi Gesù dice fateli accomodare, fateli sdraiare. Solo alla sera ci si sdraiava per mangiare. A mezzogiorno ci si sedeva perché poi c’era ancora qualcosa da fare.

Alla proposta di Gesù di dare nutrimento alla folla i Discepoli rispondono con pensieri, egoistici potremmo dire. In senso buono. Pensano a ciò che è meglio per tutti, soprattutto per sé stessi. Ognuno si compri per sé. Le belle parole sembrano evangeliche, ma il messaggio in buona sostanza sarebbe stato: ognuno pensi a sé. Denota anche poca stima di sé e delle proprie potenzialità.

Infatti Gesù è di un altro parere. Si specifica che erano circa cinquemila uomini. Perché questo numero? Erano così per davvero? Non saprei. Ricordo però che negli Atti degli Apostoli si dice che della prima comunità cristiana che raggiungeva i cinquemila.  Quella gente viveva davvero il dono del pane, l’economia del dono; ciò che celebrava nell’Eucarestia era ciò che viveva nella quotidianità. Non era un rito. Non era un simbolo.  Ebbene di questa comunità reale e non di un’altra Gesù chiede di farli adagiare, non sedere. A mezzogiorno si pranzava non adagiati ma seduti: ci si adagiava la sera per passare la notte nei banchetti solenni, quindi significa che comincia un grande banchetto. Ricorda l’Esodo, quando hanno mangiato manna e quaglie. Ma qui il deserto è fiorito perché (lo ricorda Marco) c’è erba verde. Li fa adagiare in radure di erba fresca. Luca usa un termine tecnico che si usava anche per i capanni dove ripararsi dal sole durante i lavori nei campi.

“Fateli adagiare a gruppi”: e questa folla diventa un popolo ordinato. Non è più massa. Nella massa non ci si conosce. Nel gruppo sì. Se devo parlare davanti ad una folla, ho vergogna. Nel gruppo, mi apro. Insomma Luca qui ci racconta tutto uno stile che noi nelle nostre comunità forse abbiamo smarrito.

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo