induri

Sempre nella logica del vangelo delle piccole cose, vorrei riprendere il versetto 51 del capitolo 9 del brano di oggi, XII domenica del tempo per annum. Arriva il momento di fare sul serio. Ci sono mille traduzioni di questo versetto: si diresse decisamente verso Gerusalemme, prese una decisione ferma, rese dura la sua faccia…

Ecco, io riprenderei questa espressione. Ho digitato in rete l’espressione: lo sguardo duro di Gesù/immagini… non me ne è uscito uno. Solo sguardi dolci. Molti dolciastri, sdolcinati. Mentre qui Luca non scherza. Letteralmente usa l’espressione: “rese dura la sua faccia”…come si potrebbe rendere dura una gettata di cemento visto che è il verbo che dice la stabilità dello stare su, dello stare in piedi. Certo, dopo le mille reazioni sbagliate dei suoi discepoli nella prima parte del Vangelo, sembra che Gesù non ne possa più. Li mette in guardia da possibili eresie (per esempio, i marcioniti) e prende la sua decisione da cui non si schioderà più.

Piaccia o no a Gerusalemme lo attende la croce, la morte. E mentre i discepoli si dichiarano pronti a difenderlo (poveri ingenui!!!) Gesù si indurisce. E qui la riflessione si fa interessante. Noi ci induriamo quando cediamo ad orgoglio, superbia. Quando desideriamo che gli altri capiscano che siamo incavolati. E teniamo il muso per ore, per giorni, mesi e anni.

Gesù al contrario indurisce il suo volto per tenerezza. Sì, lasciatemi dire così e mi spiego. Questa parola “indurì”, cioè un volto duro, irremovibile, significa che da ora in poi il Maestro non cambierà più parere. E sarà sempre questo il suo volto, volto duro, duro nell’andare verso Gerusalemme a dare la vita per gli ultimi. Quindi la sua è la durezza della tenerezza. Non si smuoverà mai dalla sua tenerezza. Anche se mi ammazzate? Bene, io vi amo infinitamente e do la vita mia per voi. È il volto del Figlio uguale al Padre: diventate misericordiosi come il Padre. Ormai è duro nella misericordia, è duro nella tenerezza, é la determinazione non cambia più. Ed è bello questo concetto di durezza. Essere duri nella tenerezza, forti.

Gesù insomma deve combattere su due fronti: contro i suoi nemici che lo inchioderanno sulla croce e contro i suoi amici che vorrebbero salvarlo dalla croce. E vincerà l’amore.  Ecco, questa è la durezza di Dio. Interessante no? La sua misericordia più dura della roccia.

Oh, quanto mi sarebbe piaciuto vedere lo sguardo duro di Gesù…

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo