Dieci

In un certo senso a Gesù è andata anche bene. Il dieci per cento è tornato a ringraziare. Come parroco di san Gerardo mi piacerebbe dire altrettanto. Ma da noi chi torna a ringraziare il Signore per i beni ricevuti ogni domenica alla messa è ben lontano da questa cifra. Noi siamo un po’ come i nove lebbrosi irriconoscenti…

Approfondiamo. I lebbrosi che gli vanno incontro sono dieci. Non è un caso, Dieci è il numero per far la comunità, simbolico della comunità. Un gruppo di dieci persone comincia ad essere qualcosa. E poi dieci sono anche le dita delle mani: proprio lì si manifesta la malattia che ti corrode, ti toglie i connotati, ti rende irriconoscibile, ti rosicchia la carne…ti consuma. Probabilmente ai lebbrosi mancavano le dita delle mani…forse anche le mani stesse. Si presentavano con dei moncherini. E l’uomo per sé senza mano non può fare azione umana e nemmeno divina (un tempo un seminarista con difetti fisici non veniva nemmeno ordinato sacerdote!!!); un lebbroso non può lavorare, perché gli manca la mano; la mano indica la possibilità, il potere che ha; senza mano non ha alcun potere. Diventi irrilevante socialmente. Venivi ostracizzato. Eri obbligato legare un campanello a bastone o alla caviglia, per annunciare il tuo arrivo e dare tempo agli altri di scappare, di allontanarsi.

Il numero dieci è poi il numero della totalità della comunità; quindi più o meno siamo tutti lebbrosi, dieci era il numero necessario per fare la comunità nella sinagoga, lo è ancora. Quindi indica sia la totalità degli uomini, sia la nostra azione che è già morta. Sostanzialmente, uno che ha coscienza di sé si accorge di ciò che gli manca, s’accorge anche delle sue mani abbastanza particolari: ha molte dita per rubare, per aggredire, per graffiare, ma gli mancano quasi tutte per il resto, per donare, per accarezzare, per fare il bene; è cioè questa vita morta che ti esclude dagli altri. Quindi questi dieci rappresentano tutti i discepoli. Se a questo punto abbiamo seguito la lettura del Vangelo e abbiamo visto la storia dell’idropico, la storia del fratello maggiore e tutto ciò che comporta, abbiamo capito che noi saremo esclusi dalla salvezza.

Quei nove saranno andati via risanati, ma morti alla comunità. Solo chi è tornato a ringraziare si è salvato.

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo

I SACRAMENTI SPIEGATI AI BAMBINI

Itinerario di formazione per futuri catechisti e catechiste

QUANDO?

I primi sette sabati del mese dalle 9 alle 10.30

DOVE?

Nel bar dell’Oratorio

COME?

Dopo una colazione insieme ci dedicheremo al laboratorio formativo

PERCHE’?

Perché ami Gesù e i più piccoli