Cristo capo

Dal Concilio in poi, un punto di non ritorno acquisito è il concetto di Chiesa come popolo di Dio. Ma San Paolo usa spesso anche l’immagine del corpo. E il corpo ha un capo. È una immagine nuova. A me ricorda anche Seneca con il suo stoico: “Membra sumus corporis magni”. Per la verità in seminario ci hanno proposto anche la Chiesa come corpo mistico di Cristo, ma questo aggettivo è spuntato più tardi nella storia. Paolo pensa semplicemente ad una realistica comparazione col corpo umano. Intendeva sottolineare l’unità, oggi tanto cara al nuovo pontefice. Si direbbe che mentre il concetto di “Popolo di Dio” mette in risalto la molteplicità, quello di “Corpo di Cristo” sottolinea l’unità in questa molteplicità, indicando soprattutto il principio e la fonte di questa unità: Cristo. E noi sappiamo che il. Il corpo è l’organismo che, proprio come organismo, esprime il bisogno di cooperazione tra i singoli organi e membri nell’unità dell’insieme, così composto e ordinato, “perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra del corpo avessero cura le une delle altre” (1 Cor 12, 25). “Anzi quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più necessarie” (1 Cor 12, 22).  È un’esigenza di armonia “biologica” dell’organismo umano, che, trasferita, a modo di analogia, nel discorso ecclesiologico, indica la necessità della solidarietà tra tutti i membri della comunità-Chiesa. Insomma: le membra della Chiesa sono unite tra di loro in base al principio della unità nella identica vita che proviene da Cristo. “Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo?” (1 Cor 6, 15). In questo modo Cristo stesso è “il capo del corpo, cioè della Chiesa” (Col 1, 18). La condizione per partecipare alla vita del corpo è il legame con il capo, cioè con colui “dal quale tutto il corpo riceve sostentamento e coesione per mezzo di giunture e legami, realizzando così la crescita secondo il volere di Dio” (Col 2, 19). Pertanto, il concetto paolino di Capo (Cristo-capo del corpo che è la Chiesa) significa prima di tutto il potere che gli appartiene su tutto il corpo: un potere supremo, a proposito del quale leggiamo nella lettera agli Efesini che Dio “tutto ha sottomesso ai suoi piedi e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa” (Ef 1, 22). Come Capo, Cristo permea la Chiesa-corpo con la sua vita divina, perché tutto cresca verso di lui. Basterebbe questo, ma mi sembra opportuno anche aggiungere che la dottrina della Chiesa come corpo di Cristo-capo ha uno stretto collegamento con l’Eucaristia. Come sacramento del Corpo e del Sangue personale di Cristo, forma la Chiesa che è il corpo sociale di Cristo nell’unità di tutti i membri della comunità ecclesiale. Nutrendomi quotidianamente del Santo Corpo di Gesù, rimango nella Chiesa in forte unione con il Capo. Cristo capo.

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