Domenica 8 novembre

La liturgia delle ultime domeniche dell’anno liturgico ci invita a riflettere sulla fine della storia e del mondo e sulla venuta finale di Gesù.
Il libro della Sapienza ci invita a cercare la sapienza. Essa è guida sicura nella vita di ognuno. Il credente è invitato a cercarla perché essa si fa trovare. E’ guida per il nostro cammino quotidiano. In una parola ci è necessaria.

San Paolo scrivendo ai Tessalonicesi dice di credere nella resurrezione di Gesù. Essa è fondamento della nostra fede. Ci dice anche la mèta a cui siamo destinati: il Paradiso. La Pasqua di Gesù ci apre le porte alla vita eterna.

Il Vangelo di Matteo ci invita alla vigilanza. Noi non sappiamo quando verrà la fine del mondo e neanche la nostra fine terrena.
Stiamo preparati all’incontro definitivo con Cristo.

Diventiamo persone sagge che preparano con abbondanza l’olio della fede, il solo capace di aiutarci ad attendere la venuta di Gesù.
Cerchiamo nella nostra giornata momenti di incontro con Lui, nella preghiera, nella riflessione personale.

Essere persone stolte significa vivere alla giornata, pensare che tutto è qui sulla terra per cui bisogna approfittare di ogni occasione per divertirsi. Si vive nell’egoismo e nell’indifferenza verso tutto e tutti. E’ il pericolo dei nostri giorni.

Recuperiamo i rapporti fraterni, la solidarietà reciproca, il dialogo. Ricordiamo l’esempio di tante persone care che abbiamo visitato nei cimiteri in questi giorni.

Don Giuseppe

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