Abbiamo tanti motivi per riflettere e pregare in questa domenica.
Anzitutto la parola di Dio e poi la giornata missionaria che la nostra diocesi celebra oggi.
Il messaggio del Vangelo è chiaro e impegnativo al tempo stesso. Nasce ancora una volta dal voler mettere alla prova Gesù e il suo insegnamento.
La vita quotidiana ci prova continuamente e mette in dubbio nella nostra mente la possibilità di vivere il vangelo ogni giorno.
Qual è il più grande comandamento? Così chiede un dottore della legge, esperto di Bibbia.
Gesù risponde dicendo che il comandamento più importante ha due faccie della medesima medaglia: amare Dio e contemporaneamente amare il prossimo.
Tutto facile? Amare Dio forse è facile da capire e forse da vivere. Amare il prossimo è più difficile da capire oltre che da vivere. Chi è il mio prossimo da amare? Dice Gesù soprattutto quello che noi non vorremmo incontrare, salutare, considerare. E’ possibile questo? La parabola del Buon Samaritano ci spiega come vivere tutto ciò.
La Giornata missionaria ci aiuta ad incarnare questo messaggio. Il Papa nel suo messaggio ci esorta a considerare queste idee.
La missione nasce dall’unione spirituale con Gesù (amare Dio). Egli è l’origine di tutto l’impegno concreto.
Poi una comunità deve imparare a riconciliarsi, collaborare, comunicare.
Siamo invitati, ognuno con i propri carismi, possibilità, sensibilità ad agire con stile missionario.
Impariamo ad avere l’odore delle pecore, ad essere chiesa in uscita, capaci di esercitare un buon vicinato.
Tutto questo con l’aiuto dello Spirito.
Don Giuseppe


