Di acciaio inox o di coccio, terracotta…le pentole son sempre pentole per tutte le epoche. E in questo vangelo dedicato alle piccole cose non si può non immaginare Marta alle prese con le stoviglie di casa che sono testimoni di un episodio che non è solo un episodio. Le pentole sono testimoni silenti di un simbolico insegnamento di Gesù. Il brano viene dopo il racconto del Buon samaritano e quindi è chiarissima la priorità sottolineata dal Vangelo di Luca. Prima di tutto la carità. Senza carità, non c’è giustizia ma senza giustizia la carità diventa ridicola. Quindi Luca vuole specificare meglio e chiarire una priorità. L’ospitalità di Marta – perché è lei che invita Gesù non Maria – richiede umiltà molta umiltà. Ci vuole umiltà sia a ospitare sia a farsi ospitare. Occorrono delicatezza, attenzione, apertura. Nel Vangelo, Marta rischia di non entrare fino in fondo nella gioia di questo scambio. È tanto presa da ciò che le tocca fare per accogliere Gesù, che rischia di rovinare un momento indimenticabile di incontro. Marta è una persona generosa, ma Dio la chiama a qualcosa di più bello della stessa generosità. La chiama a uscire da sé. Solo questo fa fiorire la nostra vita: aprirci a qualcosa che ci distoglie da noi stessi e nello stesso tempo ci riempie. Nel momento in cui Marta si lamenta perché la sorella l’ha lasciata sola a servire Maria ha come perso il senso del tempo, conquistata dalla parola di Gesù. Non è meno concreta di Marta e neanche meno generosa. Ha però colto l’occasione. Per questo Gesù riprende Marta: perché è rimasta esterna a un’intimità che anche a lei avrebbe dato molta gioia. Il suo nome significa “signora” anche se non è politically correct!

È protettrice di casalinghe, domestiche, albergatori, osti e cuochi. S. Agostino interpreta il brano, attenuando il dolce rimprovero di Gesù: «Marta, tu non hai scelto il male; Maria ha però scelto meglio di te». Ciononostante Maria sia sempre stata considerata il modello evangelico delle anime contemplative già da S. Basilio e S. Gregorio Magno, per molto tempo nel calendario dei santi non figurava proprio…come a dire che la santità di questa dolce figura di donna è fuori discussione, poiché le è stata confermata dalle stesse parole di Cristo; ma era Marta soltanto, e non Maria né Lazzaro, a comparire nel calendario, quasi a ripagarla delle sollecite attenzioni verso la persona del Salvatore e per proporla alle donne cristiane come modello di operosità. È stato papa Francesco a decidere che il 29 luglio di ogni anno si celebrino i tre fratelli tutti insieme, come testimoni di ascolto, ospitalità, amicizia e operosità. Evviva le pentole!