Gesù divisivo?

Eccoci di nuovo alle prese con il “Vangelo delle piccole cose”, cioè l’invito a soffermarsi su alcuni particolari e dettagli. Nel brano evangelico Gesù parla della sua missione ricorrendo alle immagini del fuoco, che egli sarebbe venuto a portare sulla terra, e dell’acqua in cui sarà immerso: portare fuoco e ricevere un’immersione: ecco la sua missione. Colpisce questo Messia che ci avverte: “Pensate” che significa proprio: “Non pensiate”…

È dunque facile fraintendere Gesù e dare alle sue parole un’interpretazione erronea. Macché pace, anzi: divisione! Sembra invitarci al conflitto, a saper accettare il conflitto. Quanti genitori hanno rovinato i figli per questa incapacità? Quanto preti non fanno crescere i loro fedeli perché non sono capaci di dire le cose come stanno? È chiaro che questo detto di Gesù non sia da identificare come un cedere alla violenza e alla guerra (forse Qohelet). Ma tutti sappiamo che il conflitto e la divisione fanno parte della vita e attraversano la convivenza umana. Anzi accettare questo permette il confronto tra posizioni divergenti e perfino incompatibili. Il problema vero resta come risolvere il conflitto, se in maniera dialogica e costruttiva o violenta e distruttiva. Qui è decisivo l’aspetto cristologico, come dicono quelli bravi bravi. La venuta di Gesù comporta un giudizio: la sua presenza esige una presa di posizione perché lui è “segno di contraddizione” (Lc 2,34). In realtà Luca l’aveva già detto al momento della presentazione del bimbo. E poi anche nella sinagoga di Nazaret proprio all’inizio del suo ministero Gesù produce divisione tra gli astanti: se vi è chi è ammirato di lui, vi è anche chi diffida di lui e lo denigra. E sarà così durante tutto il suo viaggio fin sulla croce, dove i due crocifissi con lui si dividono tra chi lo bestemmia e chi ne riconosce l’innocenza e lo supplica (Lc 23,39-43). Il lavoro di verità che Gesù attua ed esige da ciascuno di noi, costringe a prendere posizione. Non è forse questa la forza “chirurgica” della parola di Dio che penetra come spada a doppio taglio nel profondo della persona, la mette in crisi attuando un giudizio, giunge fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, e mette a nudo i sentimenti e i pensieri del cuore. Padre contro figlio. Madre contro figlia.

E vi era dissenso fra di loro.