Sembra quasi che Gesù suggerisca ai suoi un metodo furbetto per fare bella figura davanti a Dio e ai fratelli. Dunque, un Gesù calcolatore? O forse siamo noi a calcolare troppo? Infatti, siamo legati ancora tanto al giudizio che hanno gli altri su di noi. Se ci interessasse maggiormente il giudizio di Dio…saremmo santi! E invece siamo al mondo per fare bella figura. Ci interessano i primi posti, ammettiamolo: in famiglia o coi parenti, con gli amici, coi colleghi sul posto di lavoro anche in parrocchia o nel volontariato… chissà poi chi ci dovrebbe applaudire o metter giù la passatoia rossa, come dico sempre io…
No. Gesù non ci insegna ad essere biechi opportunisti. Gesù ci dice piuttosto: Vai a te stesso! Gesù ci rivela che c’è un altro stile: non hai bisogno di mostrarti, di apparire… sappi che tu vali a prescindere. Tu ti devi voler bene non a misura della consapevolezza di essere bravo, di possedere tante abilità, no, no! Il nostro principio e fondamento è l’essere certi di essere pensati, voluti e amati da Dio. Anche se non vinci nessuna medaglia. Anche se la tua vita è fatta di piccoli passi. Voi non potete rendervi conto di quanto mi costino queste affermazioni: la vita di un prete, di un parroco è tutta appesantita dall’ansia di prestazione, una malattia da cui non riesci a guarire mai!
Invece il vangelo di oggi ci ricorda che tu sei agapetoi, amati. Non devi averne dubbi. Tu vali, questo è il messaggio della Scrittura: sei prezioso agli occhi di Dio. Non aver paura delle tue fragilità e dei tuoi limiti. Non importa sempre quello che gli altri pensano di te. Non perdere il tempo ad ostentare o a cercare il consenso. Sai bene che non possiamo piacere a tutti. Fai dei tuoi limiti un luogo dove poter costruirti e realizzarti. Questo conta. E perfino i peccati… accettali e considerali un’umana esperienza di libertà ancora da purificare, ancora un po’ da bimbo che però l’adulto deve accogliere e affidare alla misericordia di Dio.
Perciò non hai bisogno di metterti ai primi posti: solo Dio conosce il tuo cuore, lo conosce più di quanto tu lo conosca. E, nel cuore di Dio, sei già al primo posto. Insieme a tutti gli altri, perché l’amore non si divide, si moltiplica all’infinito. Abbiamo conosciuto la nostra ombra ma, infinitamente di più, la luce della sua presenza. Noi sperimentiamo di essere amati in totalità, e questo amore ci spinge a superare ogni ostacolo.
Davvero interessano ancora i primi posti?


