Ne parlo sempre con molta fatica durante i colloqui prebattesimali e noto a volte che genitori e parenti strabuzzano gli occhi quando ne parlo, come se esclamassero: “Ma che colpa ne hanno questi bimbi se Adamo ha peccato? E poi Adamo è un personaggio fittizio, perché attribuirgli questa colpa inesorabile di cui tutti paghiamo il prezzo? Non è facile. Eppure, dobbiamo ammettere che il male è insito in noi e che il Battesimo ci toglie il peccato originale. San Paolo, in particolare nella sua lettera ai Romani, affronta il tema della caduta di Adamo e del suo impatto sulla vita umana. In particolare, il versetto 12-18 della lettera ai Romani, dove si parla della disobbedienza di Adamo e della conseguente morte e peccato originale. È fondamentale per comprendere. Infatti, si afferma che “per la disobbedienza di uno solo, tutti sono stati costituiti peccatori” e che “per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna”. Questo insegnamento è poi arrivato fino a noi poiché è stato ulteriormente sviluppato nel Concilio di Trento. I padri conciliari hanno formulato la fede della Chiesa circa il peccato originale, sottolineando che il peccato di Adamo ha effettivamente avuto conseguenze per tutta l’umanità. In poche parole, alla nascita abbiamo ereditato la colpa di Adamo per il semplice fatto di essere nati uomini e donne.
La caduta di Adamo è un evento che ha avuto un impatto profondo sulla vita umana ma in un certo senso è anche felix culpa perché ha permesso al Padre di inviarci suo Figlio Gesù: una bella “necessità” per risolvere la nostra condizione di morte attraverso la morte e la risurrezione di Gesù Cristo.


