Sepolti in Cristo

Ricordo che durante uno dei miei viaggi in Terra Santa ci hanno fatto visitare un villaggio nel deserto dove c’era un battistero a forma di croce come quello della foto, scavato nella roccia. Sembra una tomba. E il concetto che recupero oggi dalle parole di Paolo parla proprio dell’uomo nella realtà della Resurrezione. Quello che Gesù ha vissuto e compiuto durante la Pasqua riguarda anche noi. Noi siamo soliti dire: è morto per noi! Siamo invece meno abituati a considerare la risurrezione del Signore come un fatto a noi relativo; e nella nostra pietà, se non nella nostra dottrina, non diamo alla risurrezione di Cristo l’importanza soteriologica, che le deve essere riconosciuta. Ed ecco il battesimo, che costituisce appunto il primo e fondamentale rapporto vitale e soprannaturale fra la Pasqua del Signore e la Pasqua nostra, fra la sua risurrezione e la nostra. Siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte, affinché, anche noi camminiamo in novità di vita. (cfr. Rom. 6, 3-4).

Questi insegnamenti sono molto importanti nel campo spirituale e pratico. Cristiano è colui ch’è battezzato; e il battezzato è un essere umano reso partecipe d’un nuovo principio, reale e morale, di vita, la vita stessa di Cristo; incorporato così a Gesù, e segnato con un sigillo, un’impronta, un carattere, che non si cancella più; il carattere della fisionomia di Cristo, stampato nell’anima, e tale da qualificarlo figlio di Dio: «Tutti quelli che hanno ricevuto Cristo, hanno acquistato il potere di diventare figli di Dio». Dobbiamo cioè formarci la coscienza che siamo battezzati, che siamo cristiani, che siamo cittadini della Chiesa, fratelli di Cristo e viventi in Lui, figli adottivi di Dio. Questo senso di dignità, sacra e stupenda, questa consapevolezza della nostra vocazione allo stato soprannaturale, questo concetto luminoso e vero della vita devono formare la nostra saggezza, e devono renderci facile mantenere l’impegno che da questa coscienza deriva. Ecco, è semplice: bisogna vivere da cristiani, se sappiamo ciò che significa essere cristiani. Il costume cristiano, l’educazione cristiana, lo stile morale cristiano e perfino l’arte cristiana hanno la loro radice nella coscienza della nostra elevazione soprannaturale, mediante il battesimo, che ci ha fatti partecipare ai meriti e alla virtù della Pasqua di Cristo, della sua morte redentrice e della sua risurrezione rigeneratrice.

Questo in antico lo si vedeva realmente con gli occhi: si discendevano i gradini del fonte, ci si lasciava immergere. Il vescovo ti teneva fortemente sott’acqua. Ti mancava l’aria. Morivi al peccato e quando fuoriuscivi aria nuova entrava nei tuoi polmoni. Era la vita di Cristo. Entravi nudo e uscivi con la veste battesimale. Sepolti in Cristo e redenti per la vita eterna.

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