Più che vincitori

Il nostro cammino insieme sta per concludersi. Ancora qualche settimana e dovrò lasciare la comunità di San Gerardo in Monza. È stato bello per me rivolgervi la mia parola attraverso questo strumento. Non so quanti l’abbiano seguita negli anni, ma già a me ha fatto bene.

Questa domenica per la serie “parole chiave” in San Paolo, ci imbattiamo nella espressione “siamo più che vincitori”. Gesù sempre ha usato il verbo perdere: “chi perde la sua vita, la ritroverà…” ecc. Ci ha parlato della pecorella perduta e ritrovata. Ma “essere vincitori” è inusuale. “Quando sono debole, allora sarò forte”. Dunque, come usa Paolo questa parola: vincitore? Forse per esprimere che, attraverso l’amore e la grazia di Dio, i credenti non solo superano le prove e le difficoltà della vita, ma trionfano spiritualmente in Cristo. Si parla di “tutte queste cose” (Rom 8,37) …cioè? È molto chiaro. Ci si rivolge a quei credenti che affrontano sofferenze, persecuzioni e prove quotidiane. Ricordiamoci del momento drammatico delle persecuzioni o della distruzione di Gerusalemme… Ci si vuole portare avanti, come a dire: essere cristiani è semplice, ma non è una passeggiata.  Però di fronte agli ostacoli c’è come una rassicurazione. C’è come una forza che ad un certo punto arriva ai veri credenti e la si può trovare nella propria fede. La frase “più che vincitori” non significa spuntarla superficialmente chissà su chi, ma ottenere una vittoria profonda, spirituale e completa grazie a Dio.

Non ci si vanta. La vittoria arriva solo attraverso l’amore di Dio, anche se in apparenza si manifesta come un fallimento. La croce, non lo è forse? La forza del credente non deriva dalle sue capacità personali, ma dall’amore di Dio manifestato in Cristo. Anche se i cristiani sperimentano dolore, tentazioni o ingiustizie, l’amore divino li sostiene e li guida verso la vittoria spirituale. È consolante sapere che le circostanze difficili e avverse, saranno superate! E San Paolo elenca vari tipi di difficoltà, come tribolazioni, persecuzioni e fame, e conclude che nessuna di queste situazioni può separarci dall’amore di Cristo. Questa sicurezza si trasforma in certezza. E il più bello sta nel fatto che la vittoria non è limitata al tempo in cui si vive, cioè una vittoria inclusiva e trasformativa ora. Essere “più che vincitori” implica un uscire dalle prove trasformati per sempre! In questo senso, la vittoria di cui parla Paolo va oltre la semplice resistenza: è un trionfo integrale della vita interiore e della speranza eterna. L’esperienza della vittoria è insomma escatologica. Non è un bene penultimo.  Che è come dire che: la vittoria promessa da Paolo in Cristo Gesù è profonda e definitiva, poiché riguarda anche la vita eterna in comunione con Dio.

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