Di questi tempi sto riflettendo molto sul valore dell’obbedienza. Mi è difficile obbedire al mio vescovo, per esempio, che per l’ottava volta mi ha destinato ad un’altra parrocchia. Presto dovrò lasciare Monza dopo 11 anni. Ricordo don Lorenzo Milani, ribelle per amore di Dio, il quale sosteneva che l’obbedienza non è più una virtù. A volte bisognerebbe aver il coraggio di alzare la voce. Ma non è il mio caso: sono sempre stato un filogovernativo. Un tantino polemico forse e ipercritico, ma filogovernativo sempre. Ebbene l’espressione “Dio ha rinchiuso tutti nella disobbedienza” che abbiamo ascoltato oggi nella liturgia, proviene dalla lettera di san Paolo ai Romani, capitolo 11, versetti 30‑32. Cosa significa?
“Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia per la loro disobbedienza, così anch’essi ora sono diventati disobbedienti in vista della misericordia usata verso di voi, perché anch’essi ottengano misericordia. Dio, infatti, ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia!” Io capisco che bisogna avere uno sguardo disponibile verso tutti, proprio tutti (superiori compresi!)
Oggi più che mai non bisogna ergere muri. Non bisogna cedere alla logica del conflitto necessario e voluto. Bisogna disarmare perfino le parole, ci sta insegnando papa Leone. Paolo spiega che tutti gli uomini, sia Giudei che Gentili, fedeli e pagani, credenti e non credenti…sono stati “rinchiusi” nella disobbedienza, cioè posti in una condizione comune di allontanamento da Dio. Per cui tutti chi agisce bene, chi non lo fa, chi crede di essere nel giusto e chi non lo è neppure per idea…tutti sono nella condizione di ricevere la misericordia di Dio. E la disobbedienza chiamiamola universale serve a mostrare tale opportunità. Non entro nella fattispecie dei rapporti fra Giudei e Gentili…sarebbe troppo lunga per questo breve spazio. Mi limito a suggerire questo: la disobbedienza di per sé equivale ad un fallimento nell’aderire alla volontà di Dio. Ma ci si rende conto nella storia universale come in quella personale che il Signore ci “rinchiude” tutti, indistintamente per un’azione di salvezza. E infatti Dio offre a ciascuno la grazia, mostrando la sua sapienza e il suo amore universale. Non disperiamo mai… Anche quando avvertiamo che l’obbedienza diventa una galera, in realtà il Signore ci libera perché ci ha già “ingabbiato” lui nel suo abbraccio di amore totale e totalizzante.


