Cambiavalute seduti

Nel Vangelo delle “piccole cose”, oggi mi voglio soffermare su un particolare: la posizione dei cambiamonete. Erano seduti devotamente attenti non al Signore, ma alle palanche. Che noia! Ogni giorno uguale all’altro. Solitamente spendevano pochi spicci per il Signore, un paio di tortorelle…Qualcuno si spingeva ad offrire un agnello. Solo i ricchi potevano permettersi montoni o animali di grande taglia. Come tutti gli altri giorni, il solito tran-tran! No! Quel giorno no. Fu memorabile poiché fu registrato nei Vangeli e ci si ricorda ancora oggi dopo millenni. Perché? Forse perché in maniera in maniera piuttosto affrettata generazioni hanno pensato ad un giorno dalla luna storta di Gesù! Da secoli si faceva così. Cosa c’è da mettere in discussione. Ecco forse la reazione forte che Gesù ha nel Vangelo di oggi non è superficialmente riferibile alla grande tentazione di mescolare il denaro e il sacro. Anche. Ma sostenere che questa tentazione non ha mai abbandonato l’esperienza religiosa, nasconde a mio avviso qualcosa di più profondo. Proprio come per molte altre attività dell’uomo, il denaro e il commercio ci danno l’illusione di poter controllare la divinità. Anche noi cattolici raccogliamo offerte in Chiesa. Ma tutti capiscono che Dio ovviamente non ha bisogno del denaro. Le opere di carità sì, però. La manutenzione ance. IL riscaldamento, pure. Per cui non facciamo i populisti e demagoghi.

Il problema vero è quella di smantellare una credenza molto radicata anche nei cristiani! immaginare di poter acquistare la divina benevolenza, la sua attenzione e il suo amore con una qualche forma di scambio, di commercio, di merito è ciò che alla base della perversa usanza di mescolare il denaro con le cose di Dio. Lucia nei Promessi sposi esclama: “Dio perdona molte cose per un’opera di misericordia!” non per una lauta offerta…

Si può concludere allora dicendo che le cose di Dio sono realmente Sue solo se si portano addosso una delle caratteristiche più importanti del Suo Essere, e cioè la gratuità. Solo Dio è gratuito e non chiede nulla in cambio per il suo Amore. Vivere come se Egli pretendesse qualcosa da noi significherebbe mettergli addosso le caratteristiche del paganesimo. Oggi il Vangelo ci interroga sul rapporto “gratuito” che abbiamo o meno con Dio.

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