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Se sei Tu

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Gesù è Dio e può benissimo camminare sulle acque. Tutto è possibile a Dio. Peccato però che Cristo non si è mai approfittato di questa uguaglianza con Dio e quindi non siamo soliti a plateali manifestazioni di forza o di energia divina per stupire o per convertire. Questa parabola in azione dunque, pare dirci molto di più. È particolare come miracolo. Ci parla del coraggio di Pietro. E del suo essere poco allenato ad aver fede. Cioè: colpisce la sua azione molto coraggiosa, quella di fidarsi della parola del Maestro; nello stesso tempo però il gesto non è accompagnato dalla fede necessaria: rimane risposta molto dubbiosa. Lo rivela l’inciso: “Se sei tu…”

Pare che Pietro voglia dire: “Non lo so se sei tu e chi tu sia veramente per riuscire ad andare contro le forze e le regole della natura”. Pare lanciare una sfida a Gesù. Pare metterlo alla prova: “…che io cammini sulle acque”. Cioè: “Io lo so chi sono io, un uomo, per cui se mi chiedi di essere come te, io ci sto!”

Sembra una cosa brutta. Sfidare Dio, figurarsi! Ma in realtà Pietro esprime il desiderio più alto di ogni persona. Alla fine, nella storia dell’uomo ogni religione che non sia degna del proprio nome, finisce per alienare l’uomo. Pietro vuole assicurarsi che seguire Gesù sia realtà umana, percorribile, effettuabile! “Se dunque tu non sei un fantasma, vuol dire che anche io posso essere come te. Devo riuscirci!”, così pensa.

È ancora il centro del Vangelo: la Pasqua! Vincere la morte. La Risurrezione non è dimostrabile. La si deve accogliere nella fede. Quindi al mio bisogno di “camminare sulle acque”, Gesù risponde: “Prova!”. Provarci. Prima di dire che non fa per te, provaci almeno. Il desiderio si manifesta come dubbio. Il desiderio relativizza tutte le nostre certezze. Ecco il desiderio di una prova. Ma la prova diventa subito anche la modalità necessaria: che anche io diventi come lui. Non può essere altrimenti.

Infatti la prova che Dio è Dio, è che io faccia una esperienza di Dio, che mi trasformi in Lui, mi dia la sua stessa capacità che è quella di amare. Per meno di questo sarebbe stato meglio che Simon Pietro non si fosse azzardato ad entrare in acqua. Mentre lui osa. E io sono contento che l’abbia fatto. Mi permette di concludere così: se il Signore è il Signore, è uno che salva e allora può consentirmi di camminare anche sopra le acque in tempesta. Il Signore può far questo e se non lo fa, non è il Signore.

L’unico problema è che ho paura di questa vertigine. Per cui affondo ancora, per ora.

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo

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