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Il laccio

laccio

Fra le tante accezioni della parola usata (imàs) il Battista ha voluto indicare quella correggiola, quella striscia di cuoio con cui si allacciavano i sandali. Il materiale ea di quelli che venivano impiegati anche per le tirelle con cui si attaccano i cavalli, le cinghie per guidare il cocchio, le redini, le sferze, le corde, le funi. I Romani vi avvolgevano i polpacci e i pugili le mani e i polsi.

Qui Giovanni Battista tira in ballo il laccio dei sandali quando annuncia al popolo la venuta del Cristo, «colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali».

Cosa avrà voluto dire? Innanzitutto, bisogna sapere che il termine sandali in ebraico significa letteralmente chiuso o stretto. «Togliti i sandali dai piedi!» (Es 3, 5) comanda il Signore a Mosè, sull’Oreb, davanti a roveto ardente. È un invito perentorio a liberarsi da ciò che lo tiene legato per poter veramente accogliere la Parola di Dio e così intraprendere un nuovo cammino. Indossare i sandali significa così acquisire una nuova dignità: il figlio prodigo dopo il suo ritorno al padre è rivestito dei segni della figliolanza quali il vestito, l’anello ed i sandali ai piedi. Nelle istruzioni date dal Signore a Mosè ed Aronne per la cena pasquale, gli ebrei devono avere i sandali ai piedi per poter camminare speditamente verso la terra promessa. I sandali diventano perciò il segno della cura di Dio durante il cammino nel deserto: «i vostri sandali non vi si sono logorati ai vostri piedi» (Dt 29,4).

Slacciare i sandali, invece, non è tanto il gesto che compie il servo verso il padrone che rincasa la sera, piuttosto esprime un diritto di proprietà. Infatti «Il Signore getta i suoi sandali sull’Idumea» (Sal 60,10) vale a dire ne prende possesso. L’atto di sciogliere i sandali richiama, in particolare, la legislazione sul matrimonio ed indica il gesto della rinuncia al diritto del levirato, secondo il quale il parente più prossimo di un defunto, ne deve sposare la vedova per assicurargli la discendenza. La vedova stessa, se il cognato rinuncia a prenderla in sposa, ne scioglie pubblicamente il sandalo e, in segno di rimprovero, gli sputa in faccia. Questo rimando alla legge ebraica in particolare è contenuto nelle parole del Battista. Egli, infatti, palesa di non avere alcun diritto di prendere la sposa, che è Israele e quindi la Chiesa, perché «lo sposo è colui al quale appartiene la sposa». Soprattutto, il vero sposo che è Cristo, non ha alcuna intenzione, nonostante le ripetute infedeltà della sposa, di rinunciare ad essa, anzi per lei offre la sua stessa vita sul legno della croce.

 

Don Massimo

Don Massimo

Parroco della Parrocchia di San Gerardo al Corpo

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