Da Dio ci aspettiamo solo misericordia. Eppure, Gesù oggi ha immagini dure. Non mi hanno mai spaventato le parole sulle fiamme della Geenna…o sullo stridore di denti… Ma questa espressione: “Fuori!” mi fa letteralmente rabbrividire. La provo ogni anno quando andando in giro a portare la benedizione del Signore a Pasqua, qualcuno ti sbatte incivilmente la porta in faccia: “Fuori!”. Dunque, se invece che trasferire questa immagine sugli altri che in coscienza se la vedranno a suo tempo con l’amore di Dio, la trasportiamo sul piano della nostra vita spirituale o comunitaria, quei pensieri – ne sono sicuro, anche per me – quelle parole diventano di questo tipo: Signore, siamo noi, siamo sempre venuti in chiesa, abbiamo ascoltato tanto Vangelo e tante prediche, ci siamo confessati e comunicati, aprici!

E invece quella porta rimane chiusa come per le cinque vergini stolte. Perché non si apre quella porta, perché quel duro “non vi conosco”? Sono uomini e donne devoti e praticanti riconosciamolo…però devo aver sbagliato qualcosa che rovina tutto. Io mi do questa risposta: il canestro dei frutti non può essere pieno solo di azioni compiute per Dio! Non ce n’è nessuna per i fratelli!! Ciò riduce gli atti di fede a meri “atti religiosi” che non trasformano la vita sulla misura di quella di Cristo.

Non basta mangiare voracemente il pane! Se è Gesù, pane vero, ne gode chi poi sa farsi pane, per essere riconosciuti come discepoli, come quelli che prolungano la vita di Gesù. Altrimenti è una farsa, una recita, un “placebo”. Il “Non vi conosco” di Gesù diventa così un metterci davanti alle nostre falsità: voi celebrate belle liturgie, ma non celebrate la liturgia della vita. La misura è nella vita. Padre Turoldo affermava con provocazione: “Non si può amare Dio impunemente” (sic!). Troppo facile, troppo comodo. Occorre pagare il prezzo (a caro prezzo) con la moneta di una vita donata, impegnata per il bene degli altri, almeno con un bicchiere d’acqua fresca donato… Simone Weil era ancora più diretta: “Non è da come uno mi parla delle cose del cielo che io capisco se ha soggiornato in Dio, ma da come parla e fa uso delle cose della terra”.

Cerca di entrare dalla porta stretta. Riuscirai ad arrivare al cielo di Dio solo se avrai addosso la terra degli uomini.