A Tito Paolo spiega cosa è il Natale! È un’apparizione! È apparsa la grazia. Questo è un termine teologico caro a Paolo. Ma cosa sarebbe la grazia? Potremmo dire che è pura benevolenza di Dio nei nostri confronti lui che ne è ricco, ma sarebbe troppo poco. Nella sua misericordia Dio ci dona questa realtà soprannaturale che inerisce ontologicamente nell’anima e ci trasforma ogni volta rendendoci giusti. La giustificazione! Da nemici ad amici, da peccatori a santi!

La grazia non consiste semplicemente nella copertura dei peccati. Questo lo pensano i protestanti… Noi cattolici crediamo in una trasformazione interiore nell’uomo attuale. Cioè reale, che si attua proprio nello stesso modo in cui Gesù guariva i malati. Non cancellava semplicemente i peccati, ma ne otteneva la guarigione. Insomma, secondo San Paolo la grazia è “nuova creazione” (“palingennesia”, 2 Cor 5,17; Tt 3,5). È una partecipazione e un’irradiazione della vita divina in noi.

Per mezzo di questa grazia l’uomo diventa “un uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera” (Ef 4,24). Un’immagine può spiegare questa trasformazione: come il ferro sotto l’azione del fuoco ne viene compenetrato e diventa incandescente e capace di compiere le attività tipiche del fuoco, così l’uomo per mezzo della grazia partecipa della luce e della vita di Dio, viene compenetrato della sua presenza e gli diventa intimo e amico.

Natale incandescente dunque! Altro che smancerie…

Dio si fa uomo perché l’uomo si divinizzi. Scusate se è poco. Buona Natale!