Oggi nelle letture compare un altro termine caro a San Paolo. Noi siamo predestinati. Per i cattolici per predestinazione s’intende che Dio per sua pura grazia chiama gli uomini alla comunione con sé (alla vita eterna) e ad essi dà i mezzi non solo sufficienti ma anche efficaci per salvarsi. Sicché è sostanzialmente opera di Dio. All’uomo è chiesto di acconsentire semplicemente. S. Agostino aggiunge che la predestinazione “è la prescienza e la preparazione dei benefici divini, con i quali vengono sicurissimamente liberati coloro che sono liberati” (De dono perseverantiae 14,15), mentre San Tommaso sostiene che la predestinazione “è il disegno concepito dalla mente divina che mira ad indirizzare alcuni alla salvezza eterna”. Essa “è parte della provvidenza relativamente a coloro che da Dio vengono ordinati alla salvezza eterna” (Somma teologica I, 23, 2 e 3). Pertanto, esisterebbe solo una predestinazione alla salvezza, non alla dannazione alla faccia del protestantesimo. Pertanto, la predestinazione indica la speciale assistenza (la provvidenza) che Dio concede ai buoni per condurli alla vita eterna. È bello sapere che sin dal Battesimo siamo destinati al paradiso.
Non voglio addentrarmi in discussioni di teologia, ma va detto che la dogmatica moderno sostiene che non esiste alcuna predeterminazione assoluta di singoli uomini alla salvezza o alla perdizione eterna. E il catechismo della Chiesa cattolica sintetizza affermando che la sentenza definitiva sul destino del singolo uomo è pronunciata solo nel giudizio finale. E cioè: l’amore universale di Dio ha stabilito che tutti gli uomini abbiano di fronte a sé come traguardo finale la salvezza eterna; l’attuazione concreta della salvezza avviene attraverso la mediazione assoluta di Cristo e attraverso la mediazione della Chiesa, che è dipendente e relativa a quella di Cristo. Il singolo uomo si muove in un cammino di libertà e liberamente accoglie la salvezza mediante i doni-compiti della fede e dell’amore.
Insomma, san Giovanni della Croce dice il vero quando afferma che “alla sera della vita saremo giudicati in base all’amore”. E nient’altro.


