Battezzati

Battesimo è un’altra parola chiave del vocabolario paolino. La sua esperienza di convertito che ha ricevuto il battesimo rende specialissima la sua testimonianza. La novità di vita che Cristo inaugura nel suo cuore lo ha introdotto in una luce che apre alla conoscenza interiore, nuova, della realtà. Questo rappresenta la base di una riflessione teologica sul battesimo capace di offrirci la dimensione universale della fede cristiana.

Saulo chiede il battesimo non come noi che lo abbiamo ricevuto da neonati. Questo particolare ci comunica tutta la gratuità che esprime il dono del battesimo nella vita di Saulo. Rinasce ed è Paolo. Per questo il Battesimo segna in lui un vero e proprio passaggio di identità. Il grande Saulo diventa Paolo, che in latino vuol dire “piccolo”. La luce nuova del Battesimo lo fa passare dalla logica dell’ambizione alla logica del servizio, del dono, della valorizzazione dell’altro e del dialogo, del farsi piccolo con i piccoli. Questo passaggio ha fatto di Paolo il grande apostolo delle genti, la cui vita è stata tutta orientata a generare altri credenti in Gesù, altri fedeli, altri apostoli, come lui.

Paolo nella sua teologia pertanto assegna uno spazio importante al battesimo, nonostante una sua dichiarazione, che Cristo non lo ha mandato a battezzare, ma ad evangelizzare (1Cor 1,17). Paolo ha una originale visione del battesimo: essere battezzati nella chiesa cristiana significa essere battezzati “in Cristo”, cioè, essere immersi nella relazione con Cristo. Ed è forte il linguaggio che accosta la vita “in Cristo” all’ essere “battezzati nella sua morte”, un linguaggio che impatta con la nostra sensibilità, ma che ci rivela un mistero profondo: il credente, attraverso la fede, si appropria dei meriti e della grazia, della potenza d’amore che si attua nella morte salvifica di Cristo. Concludo con altre parole di San Paolo che ci aprono il cuore ad accogliere sempre di più in profondità la gioia del dono che siamo gli uni per gli altri: “Se uno è in Cristo è una creatura nuova, le cose di prima sono passate, ne sono nate di nuove” (2 Cor 5,17). Ripetiamoci spesso queste parole perché, quando siamo scoraggiati di noi stessi o delusi dagli altri, riteniamo nel cuore queste parole, noi ricordiamo il dono del Battesimo. Che il Battesimo sia anche per noi, come per San Paolo, non tanto un ricordo più o meno cosciente di un passo importante fatto nella vita, ma un dinamismo attuale, presente, che ci immerge, in modo sempre nuovo, ogni giorno di più, nella gioia di non appartenere più a noi stessi, ma a Cristo Gesù, che ci ha amati e ha dato sé stesso per noi.