Sapere il Crocifisso

Dunque, non è un sapere intellettuale. Paolo mette al centro la Croce. E lo fa partendo da situazioni vitali concrete vissute con i Corinzi. Non si può interpretare riducendo. È la vita apostolica stessa che lo ha abilitato a saper parlare della Croce di Cristo. Gloria e croce sono due teologie che Paolo contrappone. Non si può sacrificare la sofferenza con la scusa che…tanto Cristo è risorto. La sapienza della croce arriva proprio dalla “stoltezza” della croce. È proprio dalla condivisione della croce, insomma, che si manifesta la paradossale “potenza” della croce. Soprattutto nella prima lettera ai Corinzi lo si vede bene. Paolo reagisce al rischio di disprezzare la materia ed il corpo. I Corinzi aspiravano alla liberazione attuale e totale del loro spirito, e a questa loro cattiva interpretazione avevano finalizzato e strumentalizzato il Cristo annunciato da Paolo. Forse avevano capito che il Risorto aveva una volta per sempre deposto il suo corpo diventando totalmente e pienamente spirituale. Si aspettavano dunque dalla predicazione l’annuncio della potenza di un Dio che vince la materia con la forza spiritualizzante della Resurrezione. Concretamente ne deriva che per loro la partecipazione al battesimo e all’eucarestia, mettendo in comunione con il Risorto, avrebbe liberato lo spirito dalla schiavitù del corpo e dava l’impeccabilità. Il gioco era semplice: i doni dello Spirito e i momenti di gloria erano la prova che garantivano lo stato “spirituale” ottenuto illudendo di appartenere già al mondo divino. In conclusione: Dio per i Corinzi avrebbe dovuto essere un Dio di potenza! Il Cristo per ciò stesso diveniva un Cristo di gloria, e la vita cristiana era una vita nella già definitiva spiritualizzazione e nella piena libertà. Paolo reagisce chiamando tutto questo “sapienza umana, sapienza di questo mondo” che svuota la croce di Cristo. Ad essa Paolo contrappone “Cristo crocefisso, potenza di Dio e sapienza di Dio”. I Corinzi siamo noi quando cerchiamo solo la gloria del Risorto e da Paolo siamo educati al contrario a credere che la Resurrezione è inseparabile dalla croce e che, fino a che non avverrà la parusìa, la potenza di Dio è nella croce e nel crocefisso, i quali sono stoltezza per i Giudei che vogliono invece miracoli messianici, e follia per i Greci che vogliono sapienza filosofica. Dio ha scelto di essere debole.

DESIDERO RICEVERE LA BENEDIZIONE