Giustificazione

Nel cammino che stiamo compiendo accostando alcune parole chiave del pensiero di San Paolo ci soffermiamo oggi su un termine che sta al centro: la giustificazione. Come può un uomo peccatore diventare giusto agli occhi di Dio? Dopo la sua conversione e l’incontro personale con il Risorto, Paolo arriverà a collocare al centro del suo Vangelo un’irriducibile opposizione tra due percorsi alternativi verso la giustizia: uno costruito sulle opere della Legge, l’altro fondato sulla grazia della fede in Cristo. L’alternativa fra la giustizia per le opere della Legge e quella per la fede in Cristo diventa così uno dei motivi dominanti che attraversano le sue Lettere. Noi non ci salviamo per le opere, ma per grazia cioè per mezzo della fede in Gesù Cristo. Ai cristiani in Roma arriverà a dichiarare: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù”. Lutero a questo punto tradusse: “giustificato per la sola fede”. Nacque l’ambiguità dell’allora tutto mi è lecito. In realtà non è così perché è ovvio che questa interpretazione è sbagliata: la libertà cristiana non è libertinismo. San Paolo ci ha liberato dall’illusione di salvarci rispettando le leggi della torah. Questo costituiva una pressione troppo forte verso l’uniformità culturale e minacciava così l’identità di Israele, che era politicamente costretto ad entrare in questa identità comune della cultura ellenistica con conseguente perdita della propria identità, perdita quindi anche della preziosa eredità della fede dei Padri, della fede nell’unico Dio e nelle promesse di Dio. Così il giudaismo eresse un muro di difesa che tendeva a cristallizzarsi proprio nelle osservanze e prescrizioni delle leggi antiche. Paolo capì subito che era minacciata la libertà dei cristiani. Al momento del suo incontro con il Risorto capì che con la risurrezione di Cristo la situazione era cambiata radicalmente. Con Cristo, il Dio di Israele, l’unico vero Dio, diventava il Dio di tutti i popoli. Il muro tra Israele e i pagani non era più necessario: è Cristo stesso che ci protegge contro il politeismo e tutte le sue deviazioni; è Cristo stesso che ci unisce con e nell’unico Dio; è Cristo stesso che garantisce la nostra vera identità nella diversità delle culture. Il muro non è più necessario. È lui stesso che ci fa giusti. Essere giusto vuol semplicemente dire essere con Cristo e in Cristo. E questo basta. Non sono più necessarie altre osservanze. Perciò l’espressione “sola fide” di Lutero è vera ma san Giacomo corresse il tiro. Senza le opere si ammazza la fede. Senza le opere, la fede è morta.

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